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mercoledì 9 agosto 2017

Marcinelle

Aprire questo blog è stato un grido di disperazione: come vi ho detto mille e una volta, nonostante schierarsi contro il cosiddetto mainstream fosse indubbiamente un atto di coraggio (che solo i membri della mia professione possono apprezzare), devo onestamente ammettere che di coraggio, cioè di consapevole sfida a un nemico le cui forze erano e sono preponderanti, all'epoca ci fu molto poco, per il semplice motivo che ritenevo che il mio grido sarebbe caduto nel vuoto (dove, come credo sappiate, le onde sonore non si propagano).

Invece non è stato così, e allora ho continuato.

Le motivazioni sono state tante, ma forse quella preponderante è stata l'amore per il mio paese e i suoi abitanti (compresi quelli che ancora non capiscono e forse non capiranno mai), la consapevolezza di quale disastro sarebbe per l'umanità tutta non preservarne la diversità, che poi significa i pregi e i difetti (di questi ultimi, chi non ne ha?), e quindi, in definitiva, una sorta di illuministico amore, di fiducia nell'umanità, che poi è fiducia nella natura sociale dell'uomo: una caratteristica che a me pare biologica, etologica, prima di farsi antropologica, politica. Insomma, l'idea assolutamente ingenua (e che come tale sottopongo alle vostre critiche) che in un ipotetico "stato di natura" (diciamo, al tempo degli australopitechi, per capirci...), quella di riunirsi in gruppi fosse una strategia evoluzionistica superiore, e che questo dato si sia stratificato nei millenni, facendo dell'uomo quell'animale sociale e socievole che mediamente è. Ci sono ovviamente aberrazioni, ma Jeffrey Dahmer nella nostra razza (Homo Sapiens Sapiens) è ancora l'eccezione, mentre in altre razze (ad esempio: Mantis Religiosa) è la regola.

Anni di dibattito mi hanno usurato, è chiaro: sarebbe successo a chiunque. Ma a questa fiducia, pur sapendo quanto ingenua essa sia, e quanto contrasti con un'altra mia certezza (quella, marxista e keynesiana, che i rapporti economici non si compongono spontaneamente per l'agire delle forze "naturale" del mercato, e che quindi il riconoscimento dei propri diritti prevede necessariamente una lotta per la loro affermazione), a questa fiducia, dicevo, non voglio rinunciare.

Insomma: convivrei difficilmente con l'idea di star scrivendo (solo) a delle bestie.

L'usura però c'è.

Mi ha portato a formulare la prima legge della termodidattica: ci sono cose che se potessero essere capite non andrebbero spiegate. Per questo, quando al bar, o su Twitter, incontro una persona che la spara troppo grossa, normalmente cerco di fornire un dato fattuale, ma se non c'è risposta, al bar passo ad altro, e su Twitter blocco. Non posso diventare piazzista porta a porta della verità statistica (peraltro, essendo del mestiere, ho io stesso alcune riserve su tali verità): convincere chi non vuole essere convinto non sarà cannibalismo, ma è comunque una forma di violenza. Io so che alla fine molti di quelli che oggi ragliano argomenti insulsi verranno dalla mia parte. Ma non voglio essere io a portarceli: deve essere la crisi, che ha argomenti più convincenti dei miei, e che, come Keynes ci ha insegnato, sale come la cancrena verso le categorie più privilegiate, o meno esposte, non lasciando nessuno immune.

Certo: anche questa è una sconfitta, per chi ha dedicato la propria vita all'insegnamento, ed è soprattutto una tattica pericolosa. Costringere a capire dopo con la pancia (vuota) chi già ha dimostrato di non essere una cima, perché non ha capito prima con la testa (parimenti vuota), espone al grossissimo rischio di inversioni a U: non ho evidenza storica, perché credo che non ci sia, ma sospetto che tanti pogrom siano stati scatenati da ex anime belle. Forse un modo per accertarlo potrebbe essere studiare il ruolo delle classi medie (della borghesia), quelle dove le anime belle usualmente allignano, nell'affermazione dei regimi totalitari. Credo che almeno per il XX secolo su questo tema ci sia evidenza, e sono sicuro che me la darete.

Against this backdrop, vi propongo un case study da manuale (perdonate l'inglese, ma questo è un post tecnico)!

Sapete dell'accostamento che alcune cariche dello Stato hanno fatto fra la tragedia di Marcinelle (che ci vide emigranti) e la tragedia del traffico di esseri umani (che per noi sono immigranti), e delle polemiche che essa ha scatenato. Trovo questo accostamento improprio, in primo luogo per le sue finalità comunicative, che in tutta evidenza sono quelle, sempre perseguite dal potere, di colpevolizzare le vittime dell'oppressione (e le prime vittime dei nostri governi siamo noi), e di soffocare il dibattito addossando alle voci critiche accuse infamanti: razzismo, disumanità, ignoranza.

Ma al di là di questa evidente strategia, che poi è il duale di un'altra evidente strategia (quella che porta il potere che si vuole dipingere come "umanitario" a soffocare il dissenso sui social), l'accostamento è fattualmente improprio per un motivo che ieri ho evidenziato su Twitter in risposta a una vignetta di Krancic. Io sono un economista, quindi, perdonatemi, ma penso di fare una cosa utile per il dibattito se ci porto il mio pezzo di verità: il dato economico. Peraltro, per tanti motivi (avete presente Marx? Era un teologo? Un fontaniere? Un medico chirurgo? O un economista? Tale lo considerano perfino i suoi avversari liberisti!...) una persona di sinistra, che quindi combatte le ingiustizie e la disuguaglianza, non dovrebbe mai prescindere dal dato strutturale economico, esattamente come non ne prescindeva George Marchais negli anni '80, tanto per dire (e potrei farei molti altri esempi), anche se magari per trarne conclusioni diverse (argomentando, però, in termini coerenti).

Oggi, invece, la reazione di persone che si credono progressiste è questa:



(mi affretto a segnalarvi che ovviamente questa persona è solo omonima del mio collega Roncaglia: si tratta di un ingegnere - guarda caso - che si autodefinisce "mendicante di cielo").

Uno strano miscuglio di rifiuto di confrontarsi coi dati fattuali, e di benaltrismo.

Il benaltrismo sta nello spostare il discorso dal tema dell'eccesso di offerta di lavoro (altresì noto come disoccupazione), a quello dello sfruttamento. Spostamento, peraltro, molto più apparente che reale: per motivi ovvi a noi mendicanti di verità, lo sfruttamento prospera proprio sulla disoccupazione, e non c'è alcuna evidenza che aumentando il numero dei disoccupati lo sfruttamento cali. Abbiamo invece diverse evidenze che al crescere della disoccupazione lo sfruttamento aumenti: il dato macroscopico è l'approvazione del Jobs Act, resa possibile, fra l'altro, dall'indebolimento delle controparti sindacali che abitualmente si associa a un aumento della disoccupazione (ci sarà pure un motivo se il capitale preferisce che una certa disoccupazione persista, come strumento di disciplina dei lavoratori! Lo troviamo scritto nei manuali del terzo anno di economia...), ma ci sono anche dati aneddotici piuttosto significativi, come la simpatica vicenda degli immigrati docili e senza pretese.

Quindi, sinceramente non capisco l'ultima obiezione del mio gentile interlocutore: le condizioni alle quali oggi certe persone sono costrette per lavorare non miglioreranno se non ci confrontiamo serenamente e scientificamente con il diritto ad immigrare (diritto che nessuna carta fondamentale dei diritti umani ha mai riconosciuto: dettaglio che alle anime belle sfugge, perché abitualmente appartengono a ceti tutelati).

A questo punto, forse, capisco il rifiuto di confrontarsi col dato.

In una prospettiva di tutela del lavoro (che poi è quella dell'articolo 1 della nostra Costituzione), ma perfino in una prospettiva radicalmente diversa, quella neoclassica "da manuale" dell'efficiente allocazione delle risorse (che sappiamo essere in realtà la base ideologica per lo sfruttamento delle risorse: ma lasciamo stare, e prendiamo l'ipocrisia liberista al suo valore facciale) non è indifferente determinare se ci si muove verso un paese dove il lavoro c'è o non c'è!

E così, chiudo fornendovi un dato, il dato della disoccupazione in Belgio e in Italia al tempo di Marcinelle (1954), quel dato che il dottor Roncaglia vuole ignorare.

Nel 1954, secondo l'Onem (Office national de l'emploi) la disoccupazione in Belgio era all'1.2%. Voi direte: bè, ma c'era il miracolo economico, sarà stata bassissima anche in Italia. Invece no, non proprio. Nel 1954, secondo la Banca d'Italia, in Italia la disoccupazione era all'8.8%.

Stiamo confrontando (più esattamente: le più importanti cariche del nostro Stato hanno confrontato) una immigrazione selettiva e controllata in un paese in condizioni di piena occupazione, con una immigrazione indiscriminata e incontrollata in un paese in cui la disoccupazione è dieci volte tanto (siamo pur sempre in un intorno del 12% - gli ultimi dati ufficiali riportano un 11.1%, ma sapete che questi dati suscitano crescenti perplessità, riferite in particolare alla definizione di occupato: vedi, appunto, alla voce precariato e sfruttamento).

La mia fiducia nell'uomo mi porterebbe a credere che il Roncaglia, esposto a questi dati, rifletterebbe, argomenterebbe. Ma lo svolgimento della sua argomentazione, e l'esperienza di anni di dibattito, mi fanno concludere che non è così. Siamo ora felicemente bloccati su Twitter, ognuno a casa sua. Non è una gran perdita: a casa mia la dispensa è rifornita di dati. A casa sua di buone intenzioni. Quale ne sia l'impiego, delle buone intenzioni, è noto, e non si può che provare pietas per chi se ne arma rifiutando il contatto col dato. Non è cattiveria: chi rimuove la realtà lo fa spesso con le migliori buone intenzioni. Quindi, solidarietà, rispetto, compassione (in senso etimologico, di "simpatia"): insomma, quel complesso di sentimenti umani positivi che la parola pietas (che non significa pietà) riassume. Ma anche estrema e radicale consapevolezza del fatto che chi agisce ignorando i dati, prima o poi coi dati dovrà scontrarsi, perché come diceva uno di sinistra i dati hanno la testa dura.

La crisi arriverà anche da lui: non lo auguro (in particolare, non a lui). Lo temo, perché da chi rifiuta di ragionare su basi razionali e documentate sinceramente non so cosa aspettarmi, e non voglio nemmeno immaginarlo.

Spero che questi dati possano esservi utili, e ve li consegno per le vostre riflessioni.

152 commenti:

  1. Bagnai è sempre un piacere leggerla,soprattutto perché tutta la nostra classe politica ignora o volutamente vuole ignorare la disoccupazione. Ma si sa,finché non tocca a loro perdere o non avere un lavoro credono che viviamo in un paradiso che non c'è ,speriamo che vinca la riflessione dell'epoca di crisi infinita.

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  2. "La crisi arriverà anche da lui": per colpa degli immigrati? E' evidente (dovrebbe esserlo anche a un economista) che questi immigrati non intendono rimanere in Italia, ma che questo è solo il punto di partenza per altre nazioni più floride. Comunque continuo a non capire una cosa: quale sarebbe la soluzione alternativa, politica intendo? Farli crepare tutti nel canale di Sicilia? O forse dovrebbe essere invece valutato come merito ciò che l'Italia sta facendo per salvare vite umane?

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    1. Gentilissimo: non c'è male come commento per un post che è un invito a una riflessione matura. Come è noto (solo a lei) io sono per l'annegamento collettivo: ho sempre trovato una inutile perdita di tempo studiare la manovra "uomo in mare" ai corsi di vela. Tuttavia, in questo caso reputo la soluzione antieconomica: per annegare questi miei fratelli nel Canale di Sicilia (intenzione che lei mi attribuisce con una ributtante slealtà dialettica che la dipinge come e meglio del suo anonimato) prima dovrei trasportarli lì dalle acque territoriali libiche. Forse non lo sa, ma la verità è venuta a galla, e chi come lei ragiona per slogan rischia sempre di restare un passo indietro.

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    2. Lei è per i confini, io no, se c'è da salvare una vita umana. Sarete superati dalla storia.Per il resto saranno perseguiti coloro che hanno commesso reati.

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    3. Io sono per i confini perché salvano vite umane: la gente vuole varcarli per mettersi al sicuro, il che significa, appunto, che se non ci fossero non si sarebbe al sicuro da nessuna parte (cioè non ci si potrebbe rifugiare, nel caso in cui questo sia necessario perché i propri diritti umani sono violati dall'altra parte del confine). Ribadisco che fra questi diritti non c'è quello all'immigrazione cosiddetta economica, e il motivo penso sia che sarebbe assurdo fare violenza ad alcuni per risolvere il problema di altri. Altro, lo ripeto, è il caso di violazione dei diritti umani (politici e civili). Rifletta sul fatto che lei vuole un mondo senza rifugi e ci dica come inquadra questo fatto nella sua etica.

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    4. Quindi se Lei non accetta l'immigrazione economica, non sarebbe possibile neanche l'emigrazione di molti coetanei in Germania, che qui erano disoccupato di lunga data, mi creda. Mi risponderà che noi abbiamo Schengen...io vedo esseri umani.

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    5. Gentilissimo: vedo che il dibattito è diventato leale, quindi costruttivo. Quello che io "accetto" ha poca rilevanza (e ci torno dopo). Faccio due osservazioni. La prima è che io non solo vedo l'emigrazione dei suoi (e miei) coetanei all'estero: ne vedo anche le cause, contro le quali lotto, e le conseguenze, che la letteratura scientifica evidenzia ma delle quali nessuno parla, ovvero un aumento esplosivo del divario di sviluppo fra paesi avanzati e meno avanzati. Peraltro, questo tema, che da noi è tabù, non le è in Africa, dove c'è chi si preoccupa (come dovremmo farlo noi) che esportando "la mejo gioventù" si rinvi alle calende greche la possibilità di un reale riscatto di quei paesi.

      Ma il punto sostanziale è un altro: lei dice di vedere esseri umani. Io dico che quello che distingue l'uomo dalle bestie è la capacità di governarsi con regole. A quanto è dato capire a questo stadio della nostra discussione, lei ci propone di sostituire Schengen con l'assenza di regole, cioè con quella che non a caso viene definita gergalmente la "legge della giungla". Questa aspirazione (all'assenza di regole) è condivisa dai liberisti: fa in generale comodo a chi intende imporre la propria legge, quella del più forte, quindi, credo, non a lei (ci faccia caso). Peraltro, purtroppo, Schengen è già legge della giungla, e questo dovrebbe indignare una persona di sinistra (il senso dello Stato una volta era parte del nostro patrimonio genetico). I diversi paesi membri fanno esattamente come gli pare, applicando la logica del più forte. Anziché indignarsi per la piega che gli eventi hanno preso (quella dell'applicazione à la carte, al di fuori di un processo democratico, di regole stabilite attraverso una mediazione politica), lei sembra auspicare una ulteriore attenuazione di regole (e quindi disumanizzazione della vicenda) in nome di un ideale umanitario un po' astratto. Anche perché, vede, ciò che rende possibile l'immigrazione economica in Germania è che alla Germania conviene e che lì lavoro c'è (perché la Germania ha fatto dumping sociale e valutario, ma non l'annoio coi dettagli). In questo caso il processo ha un senso per chi accoglie (ma non per chi lascia partire). Il nostro caso è diverso e il mio post insisteva sulla grossa difficoltà, a sinistra, di arrendersi a questa evidenza. Una sinistra che non protegga i lavoratori spiana la strada al fascismo: questa è la responsabilità storica che si stanno prendendo. Duole dirlo.

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    6. So tutto ciò che si riferisce al dumping salariale tedesco, anche se l'Hartz IV non è stata applicata in tutte le tipologie di lavoro,quindi il concetto non è universalmente associabile a tutto il mercato del lavoro tedesco. Più che altro mi chiedo a questo punto cosa dovremmo fare dell'immigrazione economica. È astratta sicuramente la mia utopia senza frontiere (io sono per un mondo pansocialista), ma anche l'idea di poter chiuderci a riccio, visto che i numeri, volenti o nolenti, sono in aumento. Mi piacerebbe capire da Lei cosa dovrebbe fare l'Italia, visto che abbiamo stabilito che questa è una discussione non solo economica ma anche politica.

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    7. Ma come si fa a paragonare i giovani laureati italiani che vincono dottorati e progetti a questa massa di diseredati in crisi demografica? Come mai non ci teniamo i primi e ci prendiamo i secondi?

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    8. Scusa Mirko ma - premesso che nessuno qui pensa che si possano sacrificare vite umane - possibile che non ti venga il dubbio che tutti i morti che ci sono stati siano in buona parte conseguenza del fatto che queste persone pensano di aver buone possibilità di arrivare in Europa pur non avendone titolo?

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    9. Se sai tutto, ne sai più di me. Non mi sembra molto rilevante l'osservazione (fatta anche in questo blog e nei miei libri) che l'applicazione dell'Hartz IV è stata selettiva (semplicemente, ignora che nella struttura dei costi anche delle aziende manifatturiere i servizi hanno un ruolo importante, ma non entro in questo).

      Dell'immigrazione economica dovremmo regolarla, e le regole esistono già. Dovremmo allora domandarci perché non vengano applicate, e in caso di persistenze latenza europea, regolarci di conseguenza: agire di concerto con la Libia sul territorio libico per tutelare i nostri interessi, e garantire in primo luogo ai rifugiati, la cui situazione è la prima a essere gravemente compromessa da chi incentiva di flussi cosiddetti "economici", il rispetto dei loro diritti e la possibilità di raggiungere un paese europeo (a quel punto, andrebbe benissimo l'Italia: per i rifugiati c'è posto) su un servizio di linea anziché su un gommone finto. Non si tratta assolutamente di chiudersi a riccio. D'altra parte, mi scusi, ma lei continua ad adottare espedienti dialettici un po' borderline. Se lei definisce: "chiudersi a riccio" il mio appello ad applicare regole democraticamente stabilite, io potrei abbassarmi a questo livello e chiederle se riterrebbe opportuno accogliere indiscriminatamente chiunque in Italia (visto che i paesi europei che le anime belle ci citano a modello le loro, di frontiere, le hanno chiuse). Non ritiene che sarebbe socialmente destabilizzante? Non vede che questo rischierebbe di far emergere realmente dinamiche razziste? Guardi che nell'atteggiamento dei nostri governi in ambito di comunicazione io vedo sempre un atteggiamento sottilmente provocatorio. Raccontare la storia di Marcinelle con intento colpevolizzante a me sembra (anche) un modo piuttosto spregiudicato per attizzare quella guerra fra poveri della quale il paese non ha bisogno (ma il potere sì). A lei non pare?

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    10. Le dinamiche razziste sono già più che presenti nel tessuto sociale italiano. Per questa ragione avremmo dovuto anche impedire il 'trasloco' di migliaia di meridionali al Nord negli anni '60 solo perché c'erano idioti che li consideravano animali. Io vedo che voi continuate a deresponsabilizzare la gente dando tutta la colpa al cosiddetto 'Potere', ma mi creda, Le posso portare migliaia di prove a fondamento del fatto che la 'societa' civile' non è meglio della politica. L'intervento di Mattarella non La obbliga a cambiare i suoi sentimenti verso dei disgraziati. Con ciò concludo, dicendo che per me 'anima bella' è un complimento, avendo letto il 'Wilhelm Meister'. Ich verabschiede mich dann.

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    11. Purtroppissimo paesi come Francia, Spagna, Austria, Ungheria ecc hanno chiuso i loro confini (in cui credono e che difendono), nonostante si ragli ovunque di una Unione Europea senza confini interni e del sogno USE. Detto questo, le ultime rivelazioni sulle attività dell ONG, oramai venute a galla e diffuse da tutta la stampa, dovrebbero farle venire almeno il dubbio sul fatto che queste presunte missioni umanitarie nei pressi della costa libica, rappresentino in realtà lo sfruttamento (ben pagato) di un business avviato su richiesta tedesca (ricorda la Merkel che diceva che in Germania potevano accogliere un milione di immigrati all'anno? Basta cercare su google) per l'importazione di manodopera a bassissimo costo, che ai tempi dei campi di cotone AmmeriGani veniva definito schiavismo.

      Per completezza di informazione le fornisco alcuni dati:
      1 la disoccupazione REALE Italia secondo una ricerca BCE è del 21,8%, questo perché ci sono oltre 2 milioni di disoccupati che non risultano nelle statistiche ufficiali, quindi fare arrivare ulteriori disoccupati per alimentare inutili e dolorose guerre fra poveri è una scelta criminale e infame.
      Qui la fonte http://www.repubblica.it/economia/2017/07/08/news/lavoro_studio_vittorio_potenziali-170276374/

      2 è già iniziato ed è stato denunciato il nuovo schiavismo a cui sono destinati gli immigrati, offerti come lavoratori senza nessun diritto e pretesa a 400€/mese.
      Qui la fonte http://www.oggitreviso.it/migranti-utilizzati-come-schiavi-167137

      3 l'annuncio (poi rinnegato) della Merkel sulla possibilità di poter accogliere un milione di immigrati all'anno, teoricamente possibile vista la bassa disoccupazione tedesca (almeno sulla carta e senza considerare la sotto occupazione derivante da Hartz IV), ha prodotto un risultato disastroso. Su 1,2 milioni di immigrati arrivati in Germania solo 34 mila hanno trovato lavoro.
      Qui le fonti 1 https://www.informationliberation.com/?id=56012 e 2 https://www.infowars.com/german-government-admits-just-2-8-of-1-2m-migrants-have-gotten-jobs/

      Di buonisti senza frontiere come lei, che i reati già commessi non li vedono (o fanno finta?) è pieno il mondo, e la storia li ha sempre accolti amorevolmente nella sua immensa pattumiera.

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    12. @Mirko

      Capisco che abbandoni il campo: purtroppo non riesce a rinunciare agli slogan, che qui non hanno molto corso, forse perché noi non sappiamo "tutto". Io sono di sinistra e ragiono in termini di dinamiche di classe: questo non significa, come dice lei, non riconoscere le responsabilità individuali. Chi profferisce insulti razzisti (ad esempio accusando un intero popolo di razzismo) è soggettivamente responsabile per quello che dice, anche quando certi atteggiamenti hanno cause oggettive facilmente individuabili. Rinviare ai processi oggettivi in corso, all'estremo tentativo del capitale deflazionista di tenere insieme la baracca senza concedere nulla a una crescita wage-led, non significa assolvere i razzisti. Viceversa, chi, come lei, nega queste dinamiche, è poi costretto a fare accuse indiscriminate, e paragoni insensati. Certo che l'emigrazione dal Sud al Nord Italia (risultato di un'altra unione economica disfunzionale, ma sorretta da una solidarietà nazionale costruita con alterne vicende e alterni successi) provocò tensioni, lo sappiamo tutti. Ma, ancora una volta, era emigrare verso dove il lavoro c'era (ed era quindi particolarmente odioso che la regione che in quel caso ne profittava, il Nord, tendesse, in alcuni suoi esponenti, a negarne i benefici). Vedo che lei, e molti altri, continuano a non afferrare il dato: in Italia lavoro non c'è!

      Possiamo anche chiedere ai nostri concittadini di essere più nobili dei francesi e dei tedeschi e quindi di toglierselo per darlo a chiunque arrivi. Non credo che questa soluzione sarebbe politicamente sostenibile. Non entro poi nemmeno nel vero punto focale: il lavoro ci sarebbe (per noi e per loro) se quelli che hanno chiuso le frontiere (Francia e Germania) non avessero imposto agli altri regole tanto assurde, come al solito per non rispettarle.

      Il punto nodale è questo, e l'intera vicenda dei migranti, nonché l'armamentario dialettico "usa e getta" che i media di regime stanno distribuendo e che lei ha provato a usare, sono strumentali anche a farcelo dimenticare. Invece non dovremmo. Non è un'Europa impoverita e destabilizzata che può aiutare l'Africa. Anche questa cosa è talmente ovvia, che nessuno vuole prenderla in considerazione. Va bene così, o meglio: no, non va tanto bene. Con queste premesse temo che potrà solo finire malissimo. Sarà la storia a decidere chi potrà dire di avere la coscienza pulita.

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    13. 'Cause oggettive facilmente individuabili' probabilmente anche per l'esercente di Vercelli che non dà un posto di lavoro a una ragazza perché scopre su fb che il suo ragazzo è africano. Queste sono le cause oggettive. Dunque anche i tedeschi nel 1929 avevano cause oggettive cui appellarsi.

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    14. "L'orsa nutre i suoi piccoli; l'Orsa Maggiore è una costellazione; le costellazioni nutrono i loro piccoli". Non sono riuscito a trattenermi. Scusate.

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    15. No, caro Mirko: queste non sono cause oggettive.

      Queste sono aberrazioni soggettive, che (posso essere d'accordo con te) preesistono in molti casi all'esasperazione della situazione, e che (sono assolutamente d'accordo con te) devono essere denunciate e combattute, come stai facendo. Il comportamento che denunci è odioso e razzista (ovviamente, se i fatti si sono svolti come dici ma non ho ragione di dubitarne a priori). Tuttavia, vedo che non resisti alla tentazione di fare di un aneddoto un argomento probante: questo non è materialismo storico, e non è nemmeno buon senso.

      I processi oggettivi sono altri: il capitalismo finanziario si basa, come sai (rientra nel "tutto" che sai) su un processo di accumulazione e concentrazione della ricchezza. Le dinamiche intrinsicamente deflazionistiche dell'unione monetaria rendono conveniente, per il capitale, destabilizzare i paesi da "spremere" e aumentare in generale la quantità di persone disposte a lavorare a meno. Questi sono i processi oggettivi in atto.

      Non ti sto dicendo che la soluzione sia "chiudersi a riccio". Regolamentare il fenomeno è una condizione necessaria, ma non sufficiente. Un'altra condizione è lottare contro questo sistema e denunciarne la logica perversa (ben sapendo che in questo momento nessuno, cioè nessuno, fra i partiti politici è realmente in grado di prendere il problema di petto). Rispetto a quest'ultima battaglia, io so cosa sto facendo da circa sette anni, ma non so cosa stia facendo tu. Ci spieghi tu come lottavi contro il sistema, prima che la crisi dei migranti ti portasse qui? Perché le causa prossima di questa crisi (la destabilizzazione della Libia per compiacere agli interessi francesi) è frutto diretto delle logiche di questo sistema. O vogliamo pensare che Sarkozy abbia bombardato Gheddafi perché era di cattivo umore? Ti ricordo che ci sono fondati motivi di ritenere che i francesi abbiano tirato giù un nostro aereo (tu forse non eri nato) per lo stesso nobile motivo. Il nostro paese ha già dato un discreto tributo di sangue alle smanie imperialistiche altrui. Ne vogliamo parlare, di queste smanie?

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    16. http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/effetto-trump-cala-numero-di-immigrati-irregolari-arrestati-in-usa_3060723-201702a.shtml In usa è bastato che Trump affermasse di voler ostacolare l'immigrazione per far calare l'immigrazione, in Italia e in Europa abbiamo fatto l'opposto provocando come effetto collaterale più morti in mare. Questa già potrebbe essere una risposta alla domanda del sig. Baglione, risposta che senz'altro non vorrà ascoltare.

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    17. Adesso povera Italiuccia che non ha mai avuto smanie imperialistiche...come in Etiopia con l'iprite. Finché continuerete a pensare alla patria, non ne uscirete dall'odio. Aggiungo che se davvero c'è una volta di 'spremere' alcuni paesi destabilizzandoli, come mai la Germania si è accollata 1 milione di immigrati? Si vuole destabilizzare? O forse Merkel comprende che questi fanno figli che pagheranno le tasse in futuro, mentre gli italiani e i tedeschi non ne fanno più? (Così vi presento l'argomento demografico che vi dovrebbe stare politicamente a cuore)

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    18. @Mirko Baglione,
      lei inverte cause ed effetto di allora; è l' "elefante nel corridoio" di questi tempi, in cui molti ignorano e non vogliono capire perchè non distinguono chi siano i cattivi maestri e le dico che non è facile distinguerli dai buoni maestri (la cosa è complessa e non si comprende senza fare una lunga strada e non si impara senza studiare per distinguere ciò che è verità dal falso fabbricato a piene mani). Un giorno ci arriverà necessariamente anche lei, perchè la verità delle cose apparirà improvvisamente nuda come è.

      Tipico dei "blind men"!

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    19. Ho l’impressione che, in generale, viene dato per scontato che gli immigrati economici agiscono in maniera razionale, perfettamente a conoscenza di quello cui andranno incontro e delle conseguenze delle loro iniziative.

      In realtà è vero esattamente l’opposto (fonti: Missionari insediati nei paesi di partenza, quindi affidabili). Esiste una vera e propria rete organizzata di reclutatori che si aggira nei villaggi vendendo sogni a buon mercato, che istiga questi ingenui e le loro famiglie ad immani sacrifici economici per racimolare i quattrini necessari ad effettuare questi sedicenti “viaggi della speranza” (provvista che viene effettuata sempre a debito, molto spesso con parenti che sono già insediati con attività avviate nei paesi di destinazione, parenti che non vedono l’ora di “accogliere” manovalanza giovanile a basso costo, se non addirittura in conto rimborso finanziamento del viaggio, con tanto di interessi usurai: ricordatevene tutte le volte che andate a mangiare in un Kebap e vedete dentro dei ragazzini che ci lavorano).

      Aggiungete, per i più giovani, la beata incoscienza dell’età (testimonianza diretta di alcuni “minori non accompagnati”, arrivati fin qui vivi per miracolo ed adottati dal Parroco di turno) che li porta a sognare ad occhi aperti mondi che esistono solamente nella loro beata fantasia (detto di passaggio: sono dei bambini costretti a crescere troppo in fretta che fanno una pena infinita – soprattutto pensando a quale potrà essere il loro futuro – e solo delle menti malate o criminali possono pensare di perpetuare o anche solo giustificare in termini “umanitari” il sistema che li ha portati ad intraprendere certe “scelte” che, in molti casi, si sono rivelate suicidali).

      Considerate, infine, il cosiddetto “Orgoglio africano” (ma io direi, più in generale, “Orgoglio dell’immigrato”), che porta chi è partito a negare, con i parenti e gli amici rimasti nei luoghi di origine, come sono andare veramente le cose (senza rendersi conto che, mentendo, si rendono a loro volta complici del sistema che li ha fottuti e avrà così buon gioco a reclutare altre vittime).

      Alla luce di queste informazioni giungo, tra le altre, a tre conclusioni (provvisorie, perché tutte le volte che su queste storie se ne impara un pezzo in più cambia la visione complessiva):
      - non esiste un diritto a far subire ad altri le conseguenze della propria incoscienza;
      - i primi nemici degli Africani sono gli Africani (cosa della quale, con buon pace dei nostri autorazzisti, in Africa sono fortunatamente sempre più consapevoli);
      - che continuare a difendere un presunto diritto di immigrazione per ragioni economiche è esercizio per utili idioti (o per finti tonti che hanno necessità di dissimulare il loro ruolo di “professionisti della solidarietà”).

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    20. @Mirko Buglione, o è dolo o è colpa grave:
      1. affermi di sapere dell'effetto deflattivo/salariale delle riforme Hartz e ti chiedi perché la cancelleria Merkel voglia qualche vagonata di immigrati economici?
      2. gli autoctoni non fanno figli perché le condizioni oggettive non lo consentono (e qui mi gioco pure l'argomento micuggino, visto che io un figlio lo voglio ma non voglio farlo vivere di stenti) e la soluzione non è migliorare la vita dei cittadini, ma sostituirli (giuro che se usi l'argomento dell'egoismo di chi non fa figli traccio il tuo profilo e me lo dici in faccia)?
      3. intendi curare il "declino demografico" con gli immigrati, ma con chi faranno figli, considerato che sono quasi tutti maschi in età da lavoro?
      Bella infine la perla sul "discorso demografico che a noi ci sta a cuore": black-bating e argomento del fantoccio sono il veleno dei pozzi migliore sulla piazza di oggi!
      Temo che il discorso sia deragliato da tempo.
      Ma certe stronzate (nel senso epistemologico di Frankfurt) meritano risposta.

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    21. Io trovo la posizione di totale apertura francamente paradossale.
      A parte quanto già detto (ancorché assolutamente centrale) che senza confini non c'è nessuno stato e senza stato non so chi sia deputato a tutelare gli interessi dei più deboli; e che senza confini non ci sono stati diversi dal proprio in cui rifugiarsi ecc..
      Ma anche solamente da un punto di vista meramente pratico, qual è la strategia?
      Si ha in mente un upper bound o proprio non c'è limite? Se si considera l'immigrazione un diritto, bisogna consentire che questo diritto venga esercitato in sicurezza, quindi bisognerebbe dare la possibilità a chiunque di muoversi liberamente. Ma visto che tutti gli altri (stati) non sembrano pensarla così, tutti dovrebbero avere il diritto di venire in Italia. E' possibile? Non credo.
      Infine una considerazione sulle ricorrenti domande "come fermiamo gli sbarchi? Li facciamo annegare in mare?"
      Questi sono i link ai report dell'UNHCR:
      https://data2.unhcr.org/en/documents/download/58706
      https://data2.unhcr.org/en/documents/download/58682
      Costruendo un grafico di 4 serie (arrivi 2016, arrivi 2017, morti/dispersi 2016, morti/dispersi 2017), saltano all'occhio alcune situazioni particolari. La prima, che sino a giugno 2017 (mese in cui la questione ONG/migranti ha iniziato a ricevere un'attenzione "particolare") gli arrivi in Italia erano in costante aumento rispetto agli stessi mesi dell'anno precedente, per poi invertire bruscamente la tendenza (il mese di luglio 2017 gli arrivi sono stati circa il 50% degli arrivi nello stesso periodo del 2016). La seconda, che con meno arrivi si sono registrate anche meno vittime (non solo numericamente, ma anche in percentuale). Potremmo dire che non incoraggiare le partenze potrebbe salvare più vite di qualunque intervento, governativo o meno.
      Per concludere, neanche con il massimo sforzo riesco a vedere dalla parte dei più deboli chi dice che la loro presenza è necessaria perché devono raccogliere i pomodori, o perché ci devono pagare le pensioni ecc. Ci può essere integrazione solo ci sono lavoro e diritti garantiti per tutti. Immigrazione senza controllo, associata a deregolamentazione del mercato del lavoro, compressione del sistema di welfare e alto tasso di disoccupazione non può che portare a disordini sociali.

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    22. 'Non fanno figli perché le condizioni non lo consentono', ma li hai visti i dati sulla natalità della Germania prima economia europea?

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    23. Caro Mirko,

      il tuo problema è evidente: ti racconti questa crisi come te la raccontano Repubblica e l'Espresso, ma temo tu non abbia molti interessi in comune con la proprietà di queste due testate. Gramsci ha detto cose piuttosto esplicite sulla stampa borghese. Al di là del fatto che ragionare per slogan non ti aiuta (gli immigrati che ci pagano la pensione!), resta il fatto che non è segno di enorme lungimiranza aderire a una rappresentazione della realtà che ti è proposta da chi ha interessi molto diversi dai tuoi.

      Per noi, che abbiamo seguito il racconto della crisi economica sui media e sulla letteratura scientifica, rilevando sistematicamente che il primo racconto non veniva riscontrato dai fatti, mentre il secondo sì, è abbastanza facile utilizzare anticorpi critici. Per te, in tutta evidenza, un po' di meno. Sei partito con la storia del canale di Sicilia, ora arrivi, appunto, col problema demografico (che, se esiste, andrebbe risolto in primo luogo mettendo i giovani in grado di farsi una famiglia qui: se vuoi, ti cito un Napolitano d'annata che afferma questo principio fascista!), e poi vuoi farci la lezioncina sul nostro passato coloniale, che è stato, lo so benissimo, bruttissimo, ma, oltre a essere stato più circoscritto di quello di altre realtà (Francia, Olanda, Belgio, Portogallo, la stessa Germania), è finito da un pezzo. Lo stesso non può dirsi della Francia, che ha tuttora delle vere e proprie colonie, nelle quali sostanzialmente fa e disfà governi, e che ha incatenato alla nostra politica monetaria "comune". Dai paesi della zona franco CFA mi dicono vengano più persone che dalle ex-colonie italiane. I francesi lì ci sono ancora, credimi: ci sono passato anch'io. La volontà di destabilizzare l'Italia c'è, mi creda. Direi che l'attacco francese alla Libia è piuttosto rivelatore, e su questo ormai c'è un ampio consenso. Direi anche che le simpatiche navi tedesche che sbarcano persone qui, invece che a Rostock (dove secondo lei vogliono andare), qualche indicazione ce la danno. Quelli come lei questa volontà la riscontreranno fra 20 anni su Wikileaks indignandosi ben bene fra un'apericena e un film di Tornatore. Io preferisco lottare adesso, perché chiarezza dobbiamo farla ora: fra 20 anni sarà tardi.

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    24. "Io sono per un mondo pansocialista"...
      Perché ricordare Lenin tocca sempre a me? Sarà la legge del contrappasso...
      https://www.marxists.org/italiano/lenin/1915/8/23-statiunitideuropa.htm

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    25. L'unico confine etico per i piddini, ops.. i pansocialisti, rimane quello che incatena i disgraziati autoctoni al rientro forzoso dei debiti pubblici rigorosamente nazionali. Strano

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    26. Caro Alberto,
      grazie infinite per questo pacato scambio di.... (stavo per scrivere opinioni, ma i tuoi sono fatti, dall'altra parte inconsapevole propaganda rimasticata).

      Discutere con Mirko non sembra proprio sia servito a nulla, ma le tante persone dubbiose che passeranno di qui potranno leggere da te parole di verità.

      Vorrei aggiungere anch'io pacatamente qualche argomento che spero Mirko vorrà considerare, argomento che mi illudo contribuisca ulteriormente a smontare il ragionare per luoghi comuni di cui veniamo sommersi dai media (media che, come hai spiegato, non rappresentano la realtà in modo oggettivo, ma al servizio di determinati interessi di classe).

      Un eventuale diritto ad immigrare (che come hai più sopra sottolineato non esiste) dovrebbe comunque essere contemperato con la capacità di accoglienza delle comunità riceventi. Non si tratta solo dell'importante aspetto del lavoro (che oggettivamente non c'è), ma anche di tutta una serie di funzioni sociali che devono essere preservate perché la società appunto funzioni come tale, e non come massa anonima di individui alienati. La "sinistra" di casa mia (che in queste settimane per non smentirsi sta sciaguratamente privatizzando la gallina delle uova d'oro delle farmacie comunali) si riempie la bocca di "coesione sociale", solidarietà, aiuto agli ultimi, ecc. Ma poi, ad esempio, nel disegnare lo stradario per l'assegnazione delle scuole preserva i quartieri "bene" della città dal contatto troppo ravvicinati con gli immigrati, permettendo che ci siano scuole elementari con 3 italiani per classe, e scuole dove di stranieri quasi nemmeno l'ombra. Questo è solo un piccolissimo esempio di come ogni società abbia una capacità di accoglienza limitata. In classi con quasi il 90% di bambini stranieri la didattica non potrà essere, ovviamente, la stessa. I risultati neppure. E dire che ci sono studi sociologici, degli anni '80, che parlano del 10% come limite fisiologico da non superare perché non si creino tensioni. Qui intorno ci sono paesi che hanno già superato quasi il doppio di questa percentuale, e infatti le tensioni si vedono eccome. E la becera lega, già da prima della svolta di Salvini, se ne sta avvantaggiando.

      Un'altra cosa molto dolorosa (da parte di un non cattolico come il sottoscritto), a proposito di propaganda a senso unico, è la mistificazione sul pensiero della chiesa. Si dà risalto solo alla parte in cui la chiesa promuove nei confronti dei migranti l'accoglienza e la condivisione, dimenticandosi di citare come il sacrosanto diritto di avere una vita dignitosa nella propria terra di origine sia una costante nei discorsi dei papi degli ultimi 20 anni almeno. Con una veloce ricerca su internet ho trovato papa Giovanni Paolo II che lo afferma, seguito da papa Benedetto XVI, e infine da papa Francesco con una vera e propria campagna supportata tra gli altri dalla Caritas. Chissà perché questa parte del pensiero della chiesa non viene rilanciata dai media come l'altra.

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    27. Mirko: sulla natalità. Di sapere tutto sull'Hartz IV lo hai detto tu, ma... mica era vero!

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    28. Gentile Mirko, te lo dico con sincera premura (che naturalmente metto in conto ti sia del tutto indifferente): il trattamento che ti è stato riservato da chi mi ha preceduto è di un riguardo tale che mi piace credere prima o poi riuscirai almeno in parte a realizzare e apprezzare nel suo reale valore.

      Ti è stato dato e spiegato, con rispettoso e puntuale riferimento a ogni tua affermazione, tutto quanto, in termini di elementi fattuali, spunti di riflessione, strumenti di inquadramento analitico, dovrebbe ampiamente bastarti per, quantomeno, cominciare a intravvedere qualcuna delle potenziali crepe strutturali che minano il 'tuo' identitariamente rassicurante edificio di certezze.

      Non sottovalutare la forza delle abitudini di pensiero (la cui generazione, inutile ripeterlo, è tipicamente ben poco spontanea) e delle logiche di appartenenza che, al fondo, le governano. Prova perciò, sportivamente, a tornare tra qualche tempo sul precedente scambio di post, con calma e a mente fredda: non è escluso che ci troverai di più e di 'meglio' di quanto non ti sia sembrato in un primo momento.

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    29. Molto a margine dei tutti i commenti che ho.letti solo in parte: mi dà sempre più fastidio (reazione che non pretendo diffusa né addito come dovere) sentirmi detta autoctona, parola ideologicamente connotata dal tema autoctoni - allogeni, in realtà, come ovvio, da chi ha interesse a colpevolizzare, appunto, i cittadini italiani (bianchi? non tanto abbronzati nature?) cioè, e per non impelagarmi in sottigliezze cromatiche che solo nella pittura mi interessano, quelli che dovrebbero dare dare dare, accettare accettare accettare and so on.

      Lo dico non per critica a chi sopra ha scritto autoctoni o allogeni o alloctoni (davvero non ricordo e il presente commento non è ad personam.
      Provo fastidio perché mi sembra di appartenere a una tribù, che non è il mio massimo, come non lo è il talvolta inevitabile ,"gruppo", sul lavoro, che volutamente impiego per critica a un termine davvero pomposo, nella scuola, quando si vuol distinguere gli insegnanti per materia).
      Provo fastidio a causa di quanto già detto, l'impiego segnatamente ideologico, da tempo, del suddetto termine.
      Niente di inusitato, in realtà balzatomi all'attenzione solo quando qualcuno mi ci fece pensare (Edoardo Sanguineti, Ideologia e linguaggio).
      Volendo proprio cavillare, direi ideologia "è"linguaggio - e so di suonar banale.

      Ancor più mi irrita perché sospetto, anche su di me, che ci stiamo assuefacendo-rassegnando-drogando al linguaggio del sistema, (seconda volta oggi che scrivo tale parola) che c'è: sistema e linguaggio del sistema.

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    30. Anche a me ha spaesato pensarmi come autoctona @Adriana (scusa il gioco di parole) ma poiché così ci han definito i DeputatiPd in un famigerato twit ("Dati dicono immigrati si stanno integrando e sostituendo ad autcotoni nella filiera produttiva") uso il termine, assieme a tutti quelli che invece ci dicono è peccato usare: clandestino, Nazione, Patria.. e non rinuncio neppure a termini sospetti come merito, equità, razza, accoglienza..
      Non ho nessuna intenzione di farmi rubare anche le parole, anzi.

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    31. Carissimo prof, a proposito di responsabilità storiche (e di destabilizzazione sociale all'origine delle dinamiche razziste), vorrei poter portare un piccolissimo contributo (spero utile) a questo "confronto" proponendo una citazione da La Banalità del Male di Hannah Arendt (che, temo, non è sufficientemente pansocialista per Mirko, ma che mi auguro sia sufficientemente al riparo da sospetti di xenofobia), citazione che fin dalla prima lettura mi ha indotto a riflettere, con la speranza (vana?) che possa essere utile anche a chi non ha ancora capito (sempre che lo voglia).

      "I nazisti, sempre portati a generalizzare, pensarono di aver dimostrato che gli ebrei erano "indesiderati" dappertutto, e che ogni non ebreo era almeno in potenza un antisemita. Chi dunque si sarebbe infastidito se essi avessero affrontato il problema in maniera "radicale"? A Gerusalemme, Eichmann, ancora influenzato da quelle generalizzazioni, sostenne che più e più volte nessun paese si era mostrato disposto ad accogliere ebrei e che questo, soltanto questo, aveva provocato la grande catastrofe: senza pensare però che gli Stati europei si sarebbero certamente comportati allo stesso modo di fronte a qualsiasi altra "calata" di persone - anche se non ebrei - se queste fossero arrivate improvvisamente senza un soldo, senza un passaporto, senza neppure conoscere la lingua del paese!.

      (Chiedo scusa se sono stata ridondante o fuori luogo).

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    32. Io do ragione al sig.mirko ha dei begli argomenti specie quello degli "easeri umani"... questi esseri umani che si aggirano ovunque e io manco ms ne accorgevo...guardavo la gente a piedi in autobus e mica vedevo che erano esseri umani; poi sono arrivati i migranti a milioni e mi sto accorgendo ao' questi quelli loro noi siamo tutti esseri umani ma pensa un po' che cieco che ero ao'

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    33. @Mirko immagino parlassi con me con la sparata "hai visto i tassi di natalità della Germania" (prima economia d'Europa...).
      I dati mi pare dicano che grazie alla deflazione salariale i tedeschi non facciano figli (è che colpa può farsi loro, io non costringo un figlio a vivere di stenti con uno stipendio da minijob).
      La crescita (avutasi la prima volta nel 2016 dopo una flessione iniziata dal 1982) è attribuibile solo agli immigrati.
      In che modo dovrei sentirmi confutato, di grazia?

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    34. Un mondo senza frontiere ha un nome: impero.

      Anche i nazisti volevano un'Europa senza frontiere fino agli Urali.

      Chi lo desidera ha un nome che non è sicuramente "democratico" o "socialista": d'altronde l'Internazionale comunista nasce con l'obiettivo di supportare la sovrana indipendenza dell'Italia e della Polonia e col principale impegno di coordinarsi contro l'immigrazione.

      Chi accetta e difende l'ingegneria sociale sottesa alla mobilità del lavoro merce ha sempre un nome.

      Ora: se a "sinistra" si "siedono" dei fascisti, questi rimangono fascisti.

      Coloro che desiderano l'impero federato senza frontiere devono anche sapere che è storicamente pacifico tra le oligarchie economiche che uno Stato di dimensioni troppo estese non può che essere una tirannia.

      E la tirannia non la desidera nessuno eccetto il tiranno.

      Il dibattito tra federalisti e antifederalisti nordamericani volgeva ovviamente sulle dimensioni dello Stato senza frontiere che avrebbe preso il nome di USA.

      Ai federalisti piacevano le dimensioni di tal confederazione perché non era troppo grande da poter scivolare in una tirannia né troppo piccolo da slittare in una pericolosa democrazia.

      I fascisti di sinistra vanno denunciati per ciò che sono: non è un semplice problema di comprendonio. È un problema morale.

      Soros ne ha microchippati a milioni: il neofascismo di sinistra non è un problema d'istruzione o di coscienza politica: è un problema per neurologi, epidemiologi ed esorcisti.

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    35. #chiaraped

      D'accordo sul nn lasciarsi rubare alcuna parola, ma poiché dirmi autoctona non è nel mio lessico privato, la sento come incappellamento-imposizione e anche negazione di identità.

      (Peraltro, dovessi dire una parola che avverto me-connotante, non saprei, forse quella che definisce il mestiere che faccio e che mi piace; o forse, e qui sembro sparare alto perché la parola viene da lì, quella che definisce gli spiriti o anime in una cantica della Commedia.
      Oppure non una parola ma una frase: amo la lettura è la conversazione, che può esser vista come una specificazione del mio particolare ozio.
      Quando mi davo prontamente da fare a sbrigare cose una dopo l'altra, era perché ero e sono una pigra e volevo tempo per nulla fare; ora sono una pigra molto rinviante, se posso, e so che mi saboto da sola).


      Poi, chissà se i nostri "definitori" considerano se stessi come definiscono noi plebe cioè autoctoni, cosa che non sapremmo mai, tranne che per un imprevisto lapsus rivelatore come in genere sono i lapsus, pensiero inconscio ma pensiero.

      Ora occupiamoci del pranzo, se non l'abbiamo ancora fatto.

      A risentirci, mi auguro.
      Ciao!

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    36. Gentile Professore, la ringrazio per avere risposto al signor Mirko, le sue spiegazioni sono assolutamente fantastiche, anche perchè rispondono alle sciocche domande difensive che ogni giorno i piddini pongono a difesa dell'attuale sistema politico-sociale-economico. Lo so che non può rispondere sempre a tutti, ma sappia che le sue sono "perle di assoluta saggezza". Grazie.

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  3. Per quanto riguarda il precedente storico fascista, le classi medie furono il terreno di coltura adeguato del "fascismo dei ras" (ovvero dei picchiatori impegnati a disciplinare gli operai agricoli) che poi fu magistralmente assorbito da Confindustria finanziando l'operazione di accentramento di Mussolini. A occhio, gli ingegngngneri benaltristi di oggi saranno i picchiatori di domani.
    Richiamo, dunque, quanto detto magistralmente da 48 sull'origine liberista del fascismo e mi permetto una nota.
    Durante la IGM, l'Italia ebbe una percentuale elevatissima di morti tra i sottufficiali, ovvero tra gli ingegngngneri che poi, tornati a casa, diventarono fascisti (non tutti, ma mi pare che gli ingegngngneri negli Arditi del Popolo fossero pochetti).
    Il paragone è illuminante: ieri come oggi, gli ingegngngneri furono i primi araldi del bellicismo (non vi devo spiegare io che fu una mossa di Salandra e Sonnino per fermare la democrazia...pardon, le "masse") guidando gli assalti in senso letterale e pagandone il relativo prezzo; poi furono i primi araldi del fascismo, reagendo nel modo sbagliato e tirandosi la zappa sui piedi (immagino che la "Quota90" non abbia fatto bene neanche a loro). E dietro, ieri come oggi, Einaudi ride della loro dobbiamo manipolazione.
    Per farla breve: a me mi pare (è manzoniano, e alla Crusca va pure bene) sia vero che crisi e pogrom siano guidati dagli ingegngngneri-anime belle.
    Perciò, nonostante tutto, persisto nell'augurare loro anche la morte dei primogeniti. Se vogliono la guerra civile, che paghino per primi.
    Temo, però, che passeranno eccome, proprio perché sanno di sapere e avranno ancora abbastanza soldi per marciare sui nostri corpi tisici.
    Sperando di aver così contributo al dibattito, mi spreco in lodi al Professore, perché è quasi meglio di Gramsci (tutti hanno i loro feticci).

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    1. L'ingegnere e' il bambinone che fa funzionare tutti i giocattoli che rendono la vita comoda alle classi dirigenti. Non pretendiamo altro da loro, la maggior parte ha stremato i propri limitati neuroni per passare meccanica razionale. Dai scherzo, non sono tutti cosi', qualcuno qui c'e'!

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    2. Noi ingegneri, nell'attuale crisi, abbiamo più o meno la stessa responsabilità degli economisti. Un bambino-ingegnere si lagnerebbe da un bel pezzo che le cose così non funzionano (forse per noi non è nemmeno una questione etica, è che quando una cosa non funziona ci si disturba il karma).

      Aggiungo che la meccanica razionale, che è quella che fisicamente ci permette di discutere qui, purtroppo non viene più insegnata nelle facoltà di ingegneria (!). La sua portata nell'averci garantito il progresso tecnico è enormemente superiore a quella della geometria Euclidea.

      Gli studenti non la studiano più, e i professori la hanno dimenticata/voluta dimenticare (potrei fornirvi molti esempi ma dovrei scomodare Charlie Brown a farli al mio posto). #lebbasi #dejavu

      PS: ci sarà bisogno anche di noi

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    3. @ dargen

      Vero! Da me, a gestionale, si chiamava una cosa tipo "Fondamenti di meccanica torica applica", ora neanche più quello.

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    4. Giusto per celia - da ex laureato in fisica - verso gli ingegneri: Problem solving per il cui lavoro ho profondo rispetto.

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    5. @Kit Kot
      Quello riguarda i PM (project manager) che non necessariamente sono ingegneri.

      La cosa buffa è che ho la stessa vignetta attaccata dietro alla scrivania.

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  4. Ancora una volta grazie.
    Non è un blog economico ma di riflessione a tutto tondo da cui ci si può solo arricchire sia a livello culturale, sia metodologico, sia di messa in discussione delle proprie certezze le quali, a seguito di anni di informazioni manipolate (dai media e chi li finanzia) e della propria superficialità o pigrizia (credo molti ingegneri come me non hanno avuto tempo o voglia di verificare le fonti e i dati di certe notizie) finiscono per incancrenirsi in false convinzioni difese a spada tratta e apparendo ridicoli a chi i dati li ha cercati, analizzati e verificati.
    Il cambio di prospettiva che fornisce è stupefacente non solo in merito alla lettura dei fatti economici, ma più in generale sull'approccio verso gli altri e verso la vita in generale.
    Gli ingegneri applicano sul lavoro le metodologie lean tra cui i 5 perché per andare a fondo sulle cause di inefficienze o guasti o disservizi e non so quanti abbiano pensato di applicare la stessa metodologia sui fatti della vita quotidiana. È faticoso ma i risultati, come sul lavoro, sono evidenti.
    Mi domando spesso come passare dalla denuncia all'azione, ma fatico a trovare una soluzione.
    Fatico ad accettare che si debba crollare nella crisi più profonda prima che la maggioranza possa capire e aprire gli occhi, magari delegando il potere all'uomo forte.
    Le persone con cui parlo delle asimmetrie economiche mi guardano quasi con compassione citandomi i dati della crescita superiore alle attese ed elogiandomi l'azione di governo.. e alle mie obiezioni con dati alla mano (che attingo dal blog) rispondono come il "suo" Roncaglia..

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    1. ...ma per fortuna ci sono anche gli Ingegneri! Spesso da soli, alla macchinetta del caffe'...

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  5. La Sua analisi antropologico/economica è allineata alla mia.
    Anche a proposito dei dati sulla disoccupazione ed i contesti storici che vanno considerati.
    Una mia prima osservazione è a proposito delle persone che stanno arrivando da diversi paesi e che vengono etichettate a seconda del momento storico (e anche legislativo) come rifugiati, chiedenti asilo e quant'altro: ma quale voce l'Italia vuole avere in Europa a proposito della distribuzione del numero di chi decide di arrivare a chiedere accoglienza in Europa per seri motivi? Il peso in certe parti d'Italia della gestione di queste "masse" (ancora e spesso al sud) è insopportabile già da tempo.
    A tal proposito ritengo che il governo italiano stia cadendo, come già la storia ci dice dall'unità d'Italia ad oggi, nel vizietto di tenere in scacco il sud alla stregua di una colonia interna per accollarle un'altra grana che non riesce risolvere (il sud Italia questa volta come un vaso da notte sempre pronto all'uso sotto il letto).
    Altre nazioni europee non ne vogliono sapere. Eppure pare che il problema decisionale spetti alla Comunità Europea. Comunità: che bella parola. Allora perchè solo certi stati (vedi Grecia e Italia) si caricano di un contingente di migranti di gran lunga superiore a quello degli altri paesi?
    E se ancora, sempre riguardo a questo tema, come nazione l'Italia continua a fare affari con la vendita di armi a paesi da dove grazie a queste ci ritroviamo gente chiedente asilo perchè in fuga da guerre, chi si giova di questo affare?
    Un'altra considerazione sul diritto di asilo.
    Tutto quello che si cercherà di inventare per frenare i flussi di migranti, stante la situazione attuale di diversa e non giusta distribuzione delle ricchezze, non porterà a nessuna soluzione: nessuno fermerà chi è spinto da salvare se stesso e la sua famiglia da guerre, fame e altri tipi di instabilità e fugge dal suo paese per sopravvivere.
    Una responsabilità su questo c'è l'hanno i paesi occidentali. Pare che a tal proposito non si intravedono cambi o strategie geopolitiche utili a risolvere questo problema di fondo.
    Si aggiunga che a tale livello si è carenti di personalità carismatiche a livello mondiale alla Mandela o come quelle del post WWII e il tutto lascia presagire un aumento incontrollato della situazione che abbiamo davanti agli occhi. Con i risvolti e le conseguenze che Lei piú volte ha intravisto all'orizzonte.

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  6. Caro Prof.Bagnai,Roncaglia, CLICK a parte, non potrebbe mai rispondere ai suoi post "ammazza-piddioti": non hanno lebbbassi.Le sottopongo questo articolo che sarebbe un ulteriore insetticida per i molesti"umanitaristiONGpoliticallycorrectsinistrati"
    http://vocidallestero.it/2016/10/01/immigrazione-e-capitale/

    Con immutata stima (nonostante suo blocco in twitter)

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  7. Vorrei rapidamente segnalare - anche se non ho tempo di fare le dovute verifiche, ma la vicenda mi fu raccontata da una persona che l'ha vissuta - che subito dopo la II G.M. gli svedesi vennero a "prelevare" studenti degli istituti professionali italiani che avessero mostrato capacità e doti superiori alla media, in modo da avere personale in grado di aiutare lo sviluppo delle loro aziende.

    In ogni caso, grazie! aver convertito il costo di un'abbonamento a TIME in una donazione ad a/simmetrie ha un ROI ineguagliabile...

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  8. Se ne riparlerà quando ad arrivare da Oltremare docile e senza pretese sarà pure qualche ingegnere. Già la sostituzione si vede arrivare anche ai piani "alti" del giornalismo. Il nostro amico comunque non abbia timore, potrà sempre Emigrare e andarsene fuori dall....'Italia. Vedrà poi che bello mettersi disperatamente in cerca di ristoranti italiani.

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    1. Come lei sa, il concetto di patria è stato caro alla sinistra: pensi ad esempio alla Resistenza. Se dobbiamo tornare indietro a sproposito fino a Marcinelle, forse dovremmo tornare anche indietro a proposito fino all'ultimo tentativo di difendere la nostra autodeterminazione (concetto che non si applica solo ai canachi e agli uiguri, ma a tutti i popoli, altrimenti è razzismo).

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    2. Hanno attaccato il mio futuro ma soprattutto quello dei figli che (forse) verranno. Essendo noi stessi la vera Patria, e non il monumento o le colline o i laghi e i mari, e non essendo nemmeno il PIl o il saldo delle partite correnti o lo stipendio sicuro degli assistenti (a)sociali... allora sì, hanno attaccato la Patria.

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    3. Baglione, se il Prof. è un Giobbe con lei, ciò non la autorizza ad abusare di tanta pazienza pervicacemente persistendo nella scorrettezza dialettica.

      La mossetta la conosciamo tutti (il concetto di patria era del tutto O.T.) tanto più odiosa in quanto sporcata da ironia sgradevole: che i nervi siano tesi, che siamo a un passo dalla rottura del patto sociale è una delle innumerevoli cose che lei si ostina a fingere di non vedere, e ci giocherella pure!

      Come finge di non sapere (alla lettera, non vuole saperne) non solamente quanto le ricordava il Prof., ovvero che il concetto di patria e quello di nazione sono elementi essenziali alla tradizione della sinistra (lo sono stati, per meglio dire, finché non ha prevalso in essa l'immonda tentazione di "puttaneggiar coi regi", indubbio stigma di una subalternità persino ontologica - un'altra religione del risentimento, insomma, dove l'alta idealità [?] è iniettata d'invidia); ma finge di non sapere, dicevo, che un confine è necessario ad individuare il campo d'applicazione della legge, il cui fondamento di legittimità, da noi, sta nel metodo democratico, ovvero in ciò che proprio l'abolizione dei confini porterà ad obliterare. Lo voglia o meno, lei è il migliore alleato dei Monti di ogni sorta, sempre occupati a mettere ciò che preme loro (e a chi li manda) al riparo dal processo elettorale.

      Abolisca i confini, poi vediamo chi la governerà - è pronto a risponderne?

      La prego, ironizzi meno e si legga TUTTI i post di Orizzonte48, oltre a TUTTI quelli di questo blog.
      O magari legga Lenin.

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    4. 'Siamo a un passo dalla rottura del patto sociale': non mi dica che sarà per colpa degli immigrati? E poi aggiungo: c'era un patto sociale in Italia? Quello forse degli evasori fiscali di cui il paese è pieno? Ah no già, quelli sono poco importanti nella 'macroeconomia'. Però rompono il patto sociale

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    5. Basta: mi hai seccato. I luoghi comuni li hai esauriti, alle domande serie (dove ci si rifugerebbe in un mondo senza frontiere? Quanto nuoce ai veri rifugiati l'essere sommersi da un flusso di persone che sono sì vittime a modo loro - perché attirate qui da trafficanti - ma non hanno gli stessi diritti di un rifugiato?) non rispondi, e messo alle corde ti esibisci in un grillismo di ritorno che ovunque nel mondo è l'arma delle restaurazioni neoliberali. Sei più giovane di me: il mondo che ti stai costruendo te lo godrai più a lungo. Ora lasciaci in pace, per favore.

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    6. Ho ritrovato nei commenti di Mirko la mia ostinazione nel mantenere il mio punto di vista sull' immigrazione nonostante che fatti lo smentissero .Il fatto che mi ha svegliato come un salutare "bucatò"(ceffone) da questa ipnosi è stata la pubblicazione dei tracciati dei transponder delle navi delle ong.Sembrerò ai più "de coccio",visto che poi seguo da molto il blog,ma su questo tema i luoghi comuni deamicisiani avevano sopravvento sulle analisi e sui fatti.Mi consola il fatto che non è successo solo a me ma che succede ancora ad altri.Mi sono riletto questo http://www.criticamente.com/marxismo/capitale/capitale_1/Marx_Karl_-_Il_Capitale_-_Libro_I_-_23.htm

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    7. idem per me!!
      Finché non ho visto i tracciati mantenevo un atteggiamento dubbioso e comunque aperto a diversi possibili risultati.

      Il problema epistemologico per me è stato il fatto che c'è un rumore di fondo dovuto alle becere discussioni razziste sul "nero" sul "musulmano" sui "capannelli per il wi fi" e le varie fake news tipo "ragazzina stuprata dal rifugiato" e poi si scopre che era tutto falso.

      Questo rumore di fondo gioca a nostro sfavore perché deflette la questione dell'immigrazione dall'ambito economico-politico all'ambito "quando c'era Lvi" (vedi recenti manifesti)

      Ma traggo un'altra conclusione da questo: l'umano vede VEDERE le cose per esserne convinto.
      Insomma -e ora dico una cosa irritante- finché a Giggino non gli fai vedere che l'articolo del Sola di oggi contraddice quell'altro articolo del Sola di ieri, che al tempo doveva spargere quella tale balla...e di conseguenza il pappagallo sta ripetendo cagate... ecco, fino a quel punto il ragionamento di Bagnai avrà lo stesso valore della propaganda del Sola.

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  9. LA MINIERA DEI CANARINI
    (otc)

    Verrebbe dap/prima ricordare i contenuti del Protocollo Italo-belga [ il BARATTO UOMO-CARBONE ] siglato tempestivamente dal governo De Gasperi il 20 giugno 1946 (a soli 18 giorni dalla proclamazione della Repubblica e prima del Trattato di pace di Parigi del 10 febbraio 1947), per il “reclutamento” di 50.000 italiani (con flussi di 2.000 “unità” settimanali) sotto i 35 anni e in buona salute in cambio della fornitura annuale di un quantitativo di carbone, a prezzo preferenziale, compreso tra due e tre milioni di tonnellate (l'accordo prevedeva lo scambio di 200 kg di carbone a costo agevolato per ogni lavoratore italiano occupato in miniera: accordo poco rispettato per motivi principalmente economici).

    Come verrebbe da ricordare la “bataille du charbon” decretata dal governo belga nel 1944 con la precettazione di tutti i minatori belgi e, per gli operai che non tornavano in miniera, il blocco del sussidio di disoccupazione: un “clima” sociale piuttosto caldo e teso artatamente orchestrato da Achille Van Acke, primo ministro belga e ministro del carbone nel 1945, per il rilancio dell'industria carbonifera (politica del basso salario e dell’intensificazione del rendimento tramite l’aumento del lavoro umano con basso investimento tecnologico) a quale si affianca funzionalmente il Protocollo italo-belga.

    Verrebbe da ricordare come i “candidati” (selezionati da funzionari della Fédéchar) venivano concentrati nei piani sotterranei della stazione Centrale di Milano e, dopo visita medica, professionale e poliziesca, firmato il “contratto” (in caso di risoluzione anticipata era previsto l'arresto nel carcere di Petit-Château e il rimpatrio in Italia) venivano caricati sui vagoni “speciali” organizzati dal ministero italiano del lavoro: tra il 1946 e il 1948, 85 convogli ferroviari, 62.056 uomini di cui 40.000 in miniere, 5.000 in altri settori industriali, 3951 sono dichiarati “inadatti”ed insieme ai 3764 ammalati e i 9.586 che si sono rifiutati di lavorare vengono rimandati in Italia.

    Una volta giunti a destinazione, come non ricordare l'accompagnamento negli “alloggi” - le “cantines”, baracche, “hangar”, cioè i “vecchi” campi di concentramento usati per prigionieri di guerra – per la scarsità di alloggi convenienti, peraltro previsti dall'accordo italo-belga, sui quali i proprietari esponevano a chiare lettere “ni animaux, ni etranger” (né animali, né stranieri).

    Sarà “vinegar syndrom” (la decomposizione delle pellicole in acetato di cellulosa), ma costoro che film hanno veduto?

    Nulla di nuovo sul fronte occidentale: tiremm innanz!!

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  10. Grazie grazie grazie!!!!
    Dopo che ieri su tw sono stata insultata nei soliti modi in merito al tema quandoimigrantieravamonoi ero piuttosto sconfortata.Per formazione sono una storica e di sinistra. Mi dispera il rifiuto dell'uso della ragione e dei dati.
    La seguo da tempo, faccio uno sforzo considerevole per capire post più tecnici ma penso sia mio dovere procurarmi il massimo di strumenti possibili per capire e lottare
    Se potessi, se me lo consentisse, oggi l'abbraccerei: ha fatto questa cosa bellissima di farmi passare dallo sconforto alla condivisione. Grazie

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  11. Un vicino di casa, a cui ho fatto leggere il presente post, ha argomentato cosi:" Si sa gli ITALIANI leggono i dati come vogliono."
    In una frase si trovano insieme autorazzismo, negazione della realtà, rifiuto di confrontarsi con i dati, supponenza.

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  12. HSS è l'unica specie umana rimasta oggi, ma secondo lascienza ce ne furono altre, anche contemporaneamente (ad esempio neanderthal), che si sono estinte. Fra le ipotesi c'è quella dell'estinzione coatta a carico "nostro", come si direbbe oggi. Mediamente socievoli lo siamo, ma basta poco per il contrario. I tassi di violenza intra e ed extra gruppo di società diverse nel mondo e nel tempo variano per vari fattori. Quello che non capisco è: un conto è capire che in situazioni di crisi non è saggio far arrivare tante persone in cerca di lavoro, e un conto è il discorso che fai sulla borghesia e i pogrom. Certamente i pogrom e i genocidici hanno la loro quota intellighenzia alla guida. Il genocidio ruandese è stato preparato via radio. Il nazifascismo è teoria fatta da borghesi su idee di scienziati maledetti + l'antisemitismo che è opera di intellettuali di chiesa. I bombardamenti e gli esperimenti USA sono stati ideati e ordinati dalla classe media al potere. Però tutti questi orrori non avevano alcuna necessità di pancia, e non sono stati pensati da ex anime belle. Erano anime marce fin da subito, che al massimo si sono appoggiate sulle anime placide dei più, perché basta poco per farci smettere di guardare agli altri come nostri simili. Il razzismo è connaturato al nostro essere. Siamo tutti razzisti. L'esserci evoluti in gruppi ha comportato questo. Solidarietà di gruppo ed esclusione degli altri gruppi. Con il piccolo problema della faccenda riproduttiva, per cui se ti riproduci con i tuoi consanguinei non è il massimo, e che le risorse per vivere sono scarse. Da qui l'obbligarietà degli scambi con gli altri gruppi, più o meno violenti. Mentre cambiare idea sull'euro può avvenire una volta che la realtà si dimostra contraria a quello che ti avevano detto di pensare, i crimini che paventi sono precise intenzioni, non sono stati effetti collaterali. Detto questo, io sul web noto commenti che non si possono che definire razzisti e disumani, che nulla hanno a che vedere con le ragioni economiche che citi. Ci sono commenti schifosi di persone che frequentano le feste del pd e che certamente non hanno la pancia vuota e non corrono alcun pericolo di averla. Eppure hanno certi pensieri e non si vergognano a manifestarli. Sotto ai commenti di un thread di Alessandro Greco sull'editoriale di Scalfari un utente posta un video di Muhammad Alì, che esprime un concetto palesemente razzista. Questo si può dire? ps la scorsa volta ho provato a commentare per chiarire, e scusarmi se avevo offeso, cosa che non intendevo.

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    1. Scusami, ho mixed feelings sul tuo intervento. So bene che abbiamo convissuto coi Neanderthal, che potremmo averli "estinti", e mi pare di ricordare anche che ci potessimo ibridare con loro (il famoso "meticciato"), ma qui non ho informazioni e potrei sbagliarmi (peraltro, è un dettaglio irrilevante). Grazie per la precisazione, come pure per la tua visione più hobbesiana delle dinamiche di gruppo. Ha una sua coerenza.

      Dove mi perdo è nell'idea che per metter su un pogrom bastino degli "scienziati pazzi" che vogliono male all'umanità. Personalmente non lo credo, perché per sterminare molte persone bisogna essere in tanti, e la domanda è: da dove vengono quei tanti? Tu sei sicurissimo che siano tutti nati cattivi. Io un po' di meno. Perché fra hutu e tutsi andasse com'è andata, c'è voluto il colonialismo belga. Non escluderei in modo categorico che il colonialismo paneuropeo tedesco possa portare a esiti simili.

      Il tuo "siamo tutti razzisti" temo riguardi te: ti esorterei a non fare affermazioni così impegnative. Io, ad esempio, sono piuttosto individualista, per cui non vedo come la solidarietà di gruppo potrebbe farmi scadere nel razzismo!

      Quanto ai razzisti su Twitter, blocco loro e chi li rilancia. Sono d'accordo con te che il fenomeno è preoccupante. D'altra parte, io sono intervenuto nel 2011 per dire che le dinamiche innescate dall'unione monetaria europea avrebbero dato esca alla destra estrema. Se non sono stato ascoltato, cosa devo fare? Evidentemente, a chi controlla l'informazione certe dinamiche (compresa l'emergenza della destra estrema) facevano comodo. L'analisi di 48 che vede il fascismo come fase ricorrentemente culminante del liberismo potrebbe fornirti una chiave di lettura. Ma il modo in cui i nostri governanti stanno gestendo la vicenda (incluso il non azzeccatissimo richiamo a Marcinelle) sembra fatto apposta per gettare benzina, anziché acqua, sul fuoco...

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    2. Causa-effetto, per implementare le porcate che ha in mente un'elite psicopatica serve consenso, molto consenso. Il consenso lo ottieni orchestrando sofferenza e paura. Il razzismo e' uno dei prodotti dell'accoppiata sofferenza&paura. Poi, non dimentichiamo che da migliaia di anni, ben prima delle scoperte sul DNA, i nobili si son sempre riprodotti fra loro. Ogni tanto c'era lo sgorbio, che con eleganza e riservatezza si eliminava, ma cosi' si mantenevano alti, forti, longevi e soprattutto piu' intelligenti e scaltri.

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    3. Ormai parlare di razze umane in senso biologico è puro farneticare, ma di fatto ci saranno, in crescendo, gli umani che dovranno emigrare per non morire in miseria, quelli che lo faranno per non finire in povertà e quelli che lo faranno per ritirarsi nei rifugi della loro ricchezza.
      Ma questi ultimi in diminuizione pur non rischiando l'estinzione, a breve per lo meno.
      Ah, già, ci sarano i robot (ovvero "lavoratori dediti ai lavori pesanti" in lingua bulgara del dodicesimo secolo)a sovvertire questa fosca profezia?.
      Per ora non li vedo coscienti del loro futuro ruolo di salvatori dell'uomo della miniera( delle ricchezze altrui )

      Marco Sclarandis

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    4. Perché parlare di razze umane sarebbe farneticare non l'ho capito francamente. Ne parla anche l'articolo 3 della Costituzione
      "tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di RAZZA, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".

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    5. Chiaraped, hai mai sentito parlare della scoperta della struttura del DNA? Fatta nel 1953.Da allora in conseguenza di quella scoperta si è capito che di razze umane ne esiste solo una.E si chiama Homo Sapiens sapiens e viene definita specie non razza.
      Le altre si sono estinte tutte migliaia di anni fa.
      Ti ricordi di quando è stata scritta la Costituzione italiana?.............

      Marco Sclarandis

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    6. Io non sopporto il timbro del clavicembalo e Bach lo ascolto solo eseguito al pianoforte. Non ti è venuto un brivido lungo la schiena? Non credo che siamo nati tutti cattivi, ma che tutti viviamo su un sottile confine (primo postulato di Brega)

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    7. Consiglio la lettura ben argomentata di http://www.ethnopedia.info/blog/humanraces.html
      Mi sembra anche evidente che esistano più razze della stessa specie umana, come per qualsiasi specie vivente, poi se è proprio il termine razza a dar fastidio mi spiace per te. Io lo uso tranquilla.

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    8. @ SB

      Ci ho messo un po' a capirti, perché anch'io ascolto Bach al pianoforte. D'altra parte, BWV 1027 e BWV 1039 dimostrano implicitamente che anche lui si sarebbe ascoltato al pianoforte, e della sua libertà ho approfittato anch'io. Poi ho capito che volevi argomentare una radicale malvagità dell'uomo. Ammetto di essere uno che le provocazioni le accetta (e ho pagato per questo)... ma devono essere meno mediocri! Se hai più di 30 anni mandami l'IBAN e ti bonifico 30 euro.

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    9. @chiaraped

      D'altra parte, su questo punto fa cassazione l'onorevole Nullazzo.

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    10. Comunque, vedo che il concetto di razza e quello di nazione sono accomunati dallo stesso destino (indipendentemente dal loro fondamento): a destra il suprematismo, a sinistra il negazionismo. Quando arriveremo ad Aristotele (Etica Nicomachea) avremo fatto un enorme progresso. Dire che un maliano è diverso da me si può? Non significa dire che è inferiore a me. Dire che non è diverso, quasi sempre, implica una volontà di piallare la sua cultura per "disintegrarlo" nella nostra catena del valore. Così come non esiste internazionalismo senza nazioni (esistono gli imperi), non esiste umanità senza accettazione della diversità (che implica un suo previo riconoscimento). Ma capisco che come slogan non funzioni.

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    11. Non so se ho creato un equivoco. Quello che volevo dire scherzando è supporre che questa mia preeferenza ti suscitasse un senso di schifo. Poi se mi sono sbagliato pazienza, ma è la sensazione che conta, e non per argomentare la malvagità dell'uomo, ma per dire come credo siamo fatti. D'altronde ne hai parlato anche tu riferito al caso di come sono stati connotati i greci negli ultimi anni. Persino i turisti, che pure portano soldi, vengono visti male a un certo punto. Per quello che ho letto è questo, più le altre cose dette, che stanno alla base del razzismo, non tanto il concetto di razza. Per questo anche i concetti di patria e nazione, ma pure di fede, sono problematici, perché dipende da come uno interpreta le differenze e il peso che gli dà e le conseguenze che ne derivano. Si può dire che un maliano è diverso se si intende la differenza come relativa e non assoluta, se non viene fissato a quella che viene stabilita dagli altri essere la sua cultura che deve rimanere eterna. Si può anche usare il termine razza, volendo, l'importante è sapere cosa si sta maneggiando.

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    12. Bach eseguito al pianoforte lo sopporto solo se interpretato da Glenn Gould.

      Un mio sogno: un CD con le Variazioni Goldberg eseguite dal Professore (al clavicembalo).

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    13. aggiungo, da quello che ho capito, che non ha senso parlare di razze non perché siamo tutti uguali, ma perché siamo tutti diversi. E questo vale non solo per concetti come la razza, ma anche per le categorie di sesso, genere, orientamento sessuale e così via.

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    14. Scusa, SB, prima di proseguire: scommetto 100 euro che hai meno di 30 anni. Non è assolutamente un difetto, anzi! Puoi smentirmi?

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    15. E scusa anche te, Maurizio. È strano come il sogno di qualcuno sia l'incubo di qualcun altro: io non avrò mai le capacità tecniche per eseguire le Variazioni Goldberg. E ti do anche un'altra delusione. Gould è un pianista con una sua idea (sbagliata) di articolazione cembalistica. Prova Andras Schiff e mi saprai dire...

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    16. SB, se rinunciamo a cogliere le affinità, a classificare, per vedere solo le differenze,solo enti individuali (cose o persone che siano), a questo punto non ha senso proprio parlare perché è impossibile pensare.

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    17. 32 (però sono immaturo sotto certi aspetti). Anche a me piace Gould. Una volta chiesi a un professore di pianoforte che ne pensasse di lui in merito a Bach e mi suggerì di ascoltare Gustav Leonhardt. Me lo disse come se lo avessi ferito nell'animo

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    18. Cercherò di consolarmi seguendo il tuo consiglio quanto prima.

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    19. Intervengo anche se "non me ne capisco".

      Un'ex pianista, ex per una pesante e impedimenti causa fisica che l'ha colpita, mi ha detto che si era guadagnata l'ammissione al Conservatorio con Il piccolo Bach.
      Mentre nulla ho da dire sui gusti, rifletto che quindi gli addetti ai lavori dormivano tutti o si erano turati il naso cioè le orecchie o non erano tutti incompetenti.

      Fermo restando che ho capito che si sta parlando di gusti e di esecuzioni alte, credo, non di quella di ammissione di una pur dotatissima principiante.

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    20. "in realtà, una riflessione sulle differenti tipologie di violenza che l'Inquisizione assieme alle guerre di religione hanno praticato su larga scala in Europa ci fa comprendere senza difficoltà che la matrice dei totalitarismi moderni si colloca esattamente in questo periodo della storia europea, e non in certi episodi della rivoluzione francese (riferito a Furet). Il delitto d'opinione discende dai tribunali dell'Inquisizione. Quanto all'eliminazione fisica dell'altro – il vicino, l'amico, l'abitante pacifico e inerme nel suo villaggio o nel suo quatiere urbano – non sono le guerre rivoluzionarie che hanno iniziato questa pratica, ma le guerre di religione europee con le loro innumerevoli "notti di San Bartolomeo"
      "l'attacco al vetriolo contro il patrimonio dei Lumi e i princìpi del 1789 non è che l'espressione di questa nuova crisi di rifondazione nella quale precipita questo "ritorno" del religioso – sostegno eccellente ai partigiani degli anti-illuministi, della società gerarchica e dell'autorità non democratica. Il contesto, d'altra parte, non avrebbe potuto essere più favorevole. La globalizzazione economica e la generalizzazione del libero mercato hanno prodotto capolgimenti sociali importanti. L'antica ideologia dello stato-nazione si è eclissata a vantaggio del mercato comune, della moneta comune e delle virtù del libero scambio. I vecchi nazionalismi europei sono risorti lungo antichi clivages provinciali proprio contemporaneamente all'instaurazione di una destabilizzante fede nell'esistenza di una mega-identità occidentale, a sua volta materializzatasi per opposizione a quella del mondo musulmano, e secondariamente a quella della futura potenza cinese". Georges Corm, Contro il conflitto di civiltà

      @ chiaraped
      nel mio discorso non c'è la rinuncia a quello che dici. Di solito è chi si concentra sulle classificazioni che rinuncia alle affinità, perché sposta l'asticella, o restringe il cerchio morale secondo i suoi criteri. Guido Barbujani afferma onestamente che la sua posizione è avversata da rispettabili scienziati. Io sono con lui e con Darwin su questo. Se per la ricerca biomedica è utile il modello delle razze non ho alcun problema.

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  13. Totalmente grazie, anche per la fatica di scrivere contro.

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  14. Nella mia piccola esperienza di "risveglio" economico/politico posso dire che non solo è molto difficile convincere le persone, non solo è una violenza psicologica, ma è una fatica inutile. Nessuno convince nessuno.

    Con tutte le persone con le quali ho parlato e con le quali ho condiviso video e articoli si è sempre verificata la stessa storia: chi aveva già dei dubbi, chi era già incanalato verso un certo tipo di conoscenza recepiva subito e se non altro, andava a studiare. Gli altri invece, per quanto dicessi o condividessi, per quanti dati portassi, o rifiutavano categoricamente oppure, in maniera ancora più subdola, sembravano capire ma, ascoltati dopo un po' di tempo, erano ancora allo stesso punto, ancora con le stesse idee fisse, un disco rotto, un déjà-vu.

    Questo è secondo me il significato del suo immenso lavoro (e di quello di altri): è un rifugio (confine?) per le menti che hanno dubbi, un vento che spazza le nubi sotto un cielo già sereno. Forse come la nota parabola, il seme è un seme e contiene tutto. Ma si sviluppa solo sul terreno fertile.

    Personalmente non discuto più, lancio (o meglio, indico) solo il seme.

    Sul perché alcuni abbiano un terreno fertile e molti altri (ancora troppi) un arido deserto è stato oggetto di molte discussioni, anche qui. Ma è un'altra storia.

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    1. Il tuo categorico "nessuno convince nessuno" (che condivido) mi ha richiamato alla mente un passo del meraviglioso La pedagogia degli oppressi, di Paulo Freire:

      «Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme, con la mediazione del mondo.»

      Ecco, siamo qui, in questa Agorà, ad educarci i reciprocamente. Non c'è altra via.

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  15. Sto leggendo Germinal e sono nel bel mezzo dello sciopero, contro l'abbassamento dei salari. Mi chiedo cosa succederebbe se all'orizzonte comparissero tanti bei barconi pieni di immigrati! Non mi dite come va a finire!

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    1. Un Libro che dovrebbe essere previsto nei programmi di tutte le scuole superiori, in tutta Europa (maiuscola, geografica).

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  16. Qui un contributo sui pogrom a seguito dell'invasione nazista della Unione Sovietica:
    http://sakeritalia.it/europa/leredita-delle-einsatzgruppen/

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  17. la sua pazienza nel rispondere a una infinita serie di vaccate di certuni qui sul blog, mi fa pensare che lei, presto , sarà prossimo alla Santità. Grande Bagnai ahaha

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  18. Quando a fine 1935 si prospetto' la possibilita' di ottenere buona parte dell'Etiopia per via diplomatica, Mussolini, che gia' aveva mobilitato circa un milione di uomini (col richiamo alle armi delle classi 1911-1915), si disse che abbia esclamato:

    "ma vogliamo scherzare, se smobilito ora saranno tutti disoccupati!".

    Se consideriamo anche questa evidente possibilita' (rasoio di Occam), i corridoi migratori dell'operazione svuota-Africa (che si dice 'devono' restare aperti senza fornire ragioni plausibili) assumono anche un altro significato: cioe' anche quello di radunare un imponente "esercito industriale di riserva" (da convertire al momento opportuno in esercito ma senza industriale e senza riserva) per combattere la guerra in gestazione contro la Russia (e di cui tutti i giorni si vedono i segni premonitori).

    Due milioni di immigrati africani, giovani, forti e vigorosi, debitamente arruolati nella NATO, con l'aggiunta di un milione di truppe native EU-USA, permetterebbero di rovesciare i rapporti di forza con l'armata rossa e di sostenere le enormi perdite umane del conflitto senza sacrificare troppi nativi (e quindi senza perdere troppo consenso).

    Nel 1812 a Napoleone non bastarono 450.000 coscritti del blocco continentale per sconfiggere l'impero russo.

    Nel 1914 agli Imperi Centrali non bastarono 1.000.000 di uomini e la rivoluzione bolscevica per vincere sul fronte orientale.

    Nel 1941 ai nazisti non bastarono 2.000.000 di uomini per vincere la resistenza russa.

    Temo che nella mente dell'elite piu' liberista e sociopatica si e' fatta strada da tempo l'idea che con 3.000.000 di effettivi potrebbe essere la volta buona....

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    1. A parte il piccolo particolare che 3.000.000 di africani armati e addestrati all'interno dell'Europa potrebbero molto più agevolmente, e senza rischi, conquistarla, l'Europa…

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    2. Scusa, Anton Bruno: ma tu vedi chi e come arriva? Addestrati cosa? E conquistare l'Europa per conto di chi? Come ho detto a Federico Germano altrove, sarebbe meglio piantarla con questa storia dell'esercito di invasione. Il complottista ufficiale del blog resta Luca. Gli altri possono complottare altrove!

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    3. Non mi sono espresso in maniera chiara. La mia era una risposta all'ipotesi di Luca di "Due milioni di immigrati africani, giovani, forti e vigorosi, debitamente arruolati" (e quindi addestrati, aggiungo io) "nella NATO" che "permetterebbero di rovesciare i rapporti di forza con l'armata rossa". Mi sembra un'ipotesi un po' fantasiosa, anche se non priva del fascino che tutte le teorie estreme hanno. È non è da escludere che qualche mente poco equilibrata, diciamo così, nell'élite al potere possa averla accarezzata… io penso, molto più semplicemente, che fino a quando questo traffico di esseri umani renderà tanto denaro (a scafisti, ONG, cooperative, istituzioni religiose, albergatori…), non cesserà. A meno che chi governa, ossia il PD con le sue mosche cocchiere, si renda conto che il prezzo in termini di consenso, anche in un elettorato di solito bovinamente allineato con i vertici, sia troppo alto. Qualche scricchiolio, in tal senso, comincia a manifestarsi.

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  19. Come laureata in ingegneria mi permetto sommessamente di dire che non siamo una categoria antropologica, siamo tanti e non siamo tutti uguali.
    Detto ciò complimenti per il post

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    1. @Daniela Sanavio

      Da ingegnere a ingegnere: ne sei così certa?

      P.s. la domanda potrebbe anche suonare così: sai di saperlo?

      ;-)

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    2. @Daniela, permetti la battuta, ma è che l'ingegnere è un po' come l'attore di musical: balla bene, ma non come Vassiliev; recita bene, ma non come alberto lionello; canta bene, ma non come ezio pinza. il problema è che lui è convinto di saper fare tutto benissimo come i sunnominati, mentre dovrebbe capire che c'è una sola cosa che sa fare bene: l'attore di musical!
      simpaticamente e senza offesa. :-)

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  20. "Vedi, Gennariello, la maggioranza degli intellettuali laici e democratici italiani si danno grandi arie perché si sentono virilmente «dentro» la storia: accettano realisticamente il suo trasformare le realtà e gli uomini, del tutto convinti che questa «accettazione realistica» sia frutto dell'uso della ragione. Io no, invece, Gennariello. Ricorda che io, tuo maestro, non credo in questa storia e in questo progresso. Non è vero che comunque, si vada avanti. Assai spesso sia l'individuo che le società regrediscono o peggiorano. In tal caso la trasformazione non deve essere accettata: la sua «accettazione realistica» è in realtà una colpevole manovra per tranquillizzare la propria coscienza e tirare avanti. È cioè il contrario di un ragionamento, anche se spesso, linguisticamente, ha l'aria di un ragionamento. La regressione e il peggioramento non vanno accettati: magari con indignazione o con rabbia, che, contrariamente all'apparenza, sono, nel caso specifico, atti profondamente razionali. Bisogna avere
    la forza della critica totale, del rifiuto, della denuncia disperata e inutile. Chi accetta realisticamente una trasformazione che è regresso e degradazione, vuol dire che non ama chi subisce tale regresso e tale degradazione, cioè gli uomini in carne e ossa che lo circondano. Chi invece protesta con tutta la sua forza, anche sentimentale, contro il regresso e la degradazione, vuoi dire che ama quegli uomini in carne e ossa. Amore che io ho la disgrazia di sentire, e che spero di comunicare anche a te."
    (Lettere Luterane, Pierpaolo Pasolini)

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  21. In realtà la crisi per gli ingegneri è più che arrivata.
    Faccio il mio umile esempio.Io ingegnere chimico con 2 anni di esperienza oil and gas di stampo internazionale, conoscenza fluente dell'inglese ( e non the book is on the table) e del francese,Masterizzato con un corso di alta formazione professionale da 10 mila euro, mi ritrovo fermo a casa bloccato da 2 anni.
    Si qualcuno mi dirà che l'errore è mio ed infatti me ne assumo le responsabilità di aver mandato cv a giro e di non essermi spostato magari al nord (vivo a Napoli), ma se mi si accusasse di non aver preso il primo aereo e di non essere partito per Eldorado (il famoso estero) vi sbagliate di grosso, ho fatto anche quello. Sono stato in Canada 1 anno ho assaggiato come un paese gestisce ordinatamente l'immigrazione e come difenda a spada tratta il suo mercato del lavoro.
    Ma non vi preoccupate, a breve il mio sogno segreto di cameriere sottopagato nella Milano da bere si avverrà. Che gioia!

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    1. Si dispensano tanti discorsi sul fatto che l'Italia non attragga capitali esteri, mentre si svilisce il capitale umano autoctono - e pure quello qualificato immigrante - che è la vera ricchezza di un paese e nel quale si investe tempo e denaro per formarlo o per importarlo (vd. Carlo M. Cipolla pg. 107).
      Il buon senso sembra scomparso e , sempre parafrasando Cipolla (pg. 112) si potrebbe affermare: «governanti euristi conducono un paese sviluppato al sottosviluppo, con imprenditori che valgono poco, studenti che studiano poco, un sistema educativo privo di valore e cittadini senza senso civico.»

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  22. Non penso che 'quella di riunirsi in gruppi' fosse una strategia evoluzionistica "superiore". Infatti viene adottata da anche da altri altri animali (dalle gazzelle ai leoni) così come, invece, molti altri animali sopportano la presenza di altri individui solo per accoppiarsi (anche in questo forse non siamo tanto diversi).

    L'aggregazione in gruppi (e in particolare la modalità umana di aggregarsi) è stata adottata o mantenuta dall'uomo (o prevista per l'uomo) perchè elemento che, a completamento delle altre sue caratteristiche distintive, ha permesso il mantenimento della specie.

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    1. ...questo va visto sempre considerando i fattori ambientali in cui la specie in quel dato momento storico si trova ad affrontare (i dinosauri dovettero rallentare nella loro espansione e poi estinguersi con un cambio repentino dei fattori ecologici dell'ambiente in cui vivevano a vantaggio di altre specie che risultarono piú adattabili al nuovo cambiamento).
      La scelta dell'aggregazione tra individui della stessa specie è seguita parallelamente alla evoluzione della specie, perchè ha garantito una ulteriore difesa di questa con lo sviluppo e la elaborazione di una intelligenza collettiva che ha favorito l'accrescimento in parallelo di quella a livello di ciascun singolo individuo. ;-)

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  23. «...quindi il riconoscimento dei propri diritti prevede necessariamente una lotta per la loro affermazione» motivo per il quale ho sempre ritenuto che il precetto "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te" dovesse esser integrato con il seguente :non permettere che gli altri ti facciano ciò che tu non faresti loro

    Fatta questa premessa credo che la relazione tra disoccupazione, minor tutele e salari non sia sfuggita ai tanti titolari di P.I. ai quali era stato imposta la loro apertura - con la vanificata promessa che una maggior flessibilità avrebbe premiato il merito e la capacità individuale. E purtroppo c'è tristemente da constatare che l'equazione P.I. = evasore fiscale era ben salda anche tra i sindacalisti, i quali a gran voce chiedevano - per equità - l'aumento dell'aliquota dei contributi inps ad una categoria che non sapeva nemmeno se avrebbe avuto lavoro l'anno seguente o il mese seguente.

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    1. Alcuni imprenditori hanno capito la fregatura insita nell'abolizione delle tutele del lavoro, altri invece hanno cercato di approfittarne, cacciando i dipendenti a tempo indeterminato e sostituendoli con liberi professionisti a Partita Iva.
      L’abolizione del posto fisso in favore di forme lavorative flessibili e precarie è paragonabile all'abolizione del matrimonio con legalizzazione della sveltina. A tal proposito vorrei rivolgermi agli imprenditori seguaci della corrente liberista.

      Mi rivolgo a te, caro imprenditore, insofferente all'arcaico istituto del matrimonio fra il dipendente e la tua azienda e che ha fatto di tutto per abolirlo e per far legalizzare il rapporto occasionale. Mi rivolgo a te che per anni hai predicato che il posto fisso è superato, che il mercato è cambiato, che bisogna essere flessibili, che i cinesi fanno concorrenza ai nostri lavoratori per un tozzo di pane, che non ci sono certezze, che bisogna avere competenze diversificate, che bisogna essere disponibili a cambiare città o addirittura paese, che l’esperienza è più importante dei soldi.

      Caro imprenditore, ora non lamentarti se i lavoratori non ti sono fedeli e votati al sacrificio, non lamentarti se non riesci a formare i dipendenti che dopo un mese vanno via e devi ricominciare da capo.
      Il dipendente che può essere cacciato da un momento all'altro ad un certo punto si chiede: chi me lo fa fare di sacrificarmi per questa azienda, se domani i miei sacrifici saranno ripagati con una pedata nel sedere?
      Caro imprenditore, hai voluto la libertà di mandare a quel paese i dipendenti? Ora non lamentarti se i dipendenti ti mandano a quel paese a fronte di assurde richieste quali restare in azienda oltre l’orario pattuito, lavorare d’estate o il sabato sera.
      In molti casi il lavoratore precario non mette su famiglia e non compra casa: tanto, chi vuoi che gli conceda un mutuo? Non c’è niente che spinga il lavoratore restare fermo in un punto ed in un’azienda.

      Caro imprenditore, per il lavoratore sei solo un bancomat con il quale avere un fugace rapporto e poi ognuno per la sua strada: ti faccio il lavoro, mi paghi e poi te ne vai a quel paese.
      Se il dipendente impara qualcosa da te, sarà una nozione da rivendere al prossimo mercenario con il quale consumare un altro fugace rapporto occasionale di lavoro.
      Caro imprenditore, hai voluto la coppia aperta? Adesso non fare il marito geloso.

      Caro imprenditore, se paghi con noccioline, attirerai le scimmie: la “paga” non è soltanto il denaro dato al dipendente, la remunerazione comprende anche i diritti che l’impresa riconosce al lavoratore.
      Caro imprenditore, hai fatto di tutto per remunerare di meno il lavoro, ora non lamentarti del fatto che la qualità del lavoro si è abbassata.

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    2. Quando mi pagavano ancora una cifra che reputavo adeguata e rispettosa del mio lavoro e della mia professionalità (cioè circa 35 Euro l'ora lorde) spesso sono uscito dal posto di lavoro portandomi il lavoro - che chiamavo divertimento retribuito - a casa ed erano ore che non ho mai fatto pagare. Quando però nel 2009 mi sono stati offerti 6,3 Euro (pari ad un compenso mensile di 1200 Euro) con contratto a progetto di 2 mesi e con la promessa - poi non mantenuta - di rimborsarmi i pasti, mi sono lievemente alterato. Detto per inciso: un imprenditore che conta solo sul dumping salariale può forse comprendere che la grandezza significativa è il rapporto costo/produttività e non solo la voce costo nella quale ovviamente sembra non voler includere il tempo ed i costi di formazione per ottenere lavoratori con pari esperienza e produttività?

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  24. Se posso, vorrei fare una considerazione sui corsi e ricorsi della storia.
    Il flusso di immigrazione selvaggia che stiamo vivendo mi porta a pensare al colonialismo inglese in Malesia. In quel paese furono fatti immigrare molti cinesi ed indiani, frammentando la popolazione e rendendola facilmente controllabile dall'amministrazione imperiale inglese secondo il principio "divide et imprea".
    Il colonialismo ha tante facce e l'Italia, purtroppo fa la parte della colonia.

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  25. Caro Prof,
    le indegne dichiarazioni lette sulla commemorazione di Marcinelle sono solo l'ultimo evento (in ordine temporale) espresso da parte di alcuni rappresentanti dell'attuale governo (che Stato, secondo me, è altra cosa, rispetto al gruppuscolo di delinquenti che si illude di avere il potere, e soprattutto di poterlo mantenere) che (illegittimamente) ci guida.
    Il perché le persone non ragionino basandosi (se non su dati economici) almeno su quelli storici, rimane per me un mistero: forse è semplicemente più confortevole rimanere all'interno del coro, che cantare con voce propria.

    Quando erano gli italiani ad essere (e)migranti che si spostavano per carenza di lavoro verso destinazioni ove manodopera necessitava, non venivano certo accolti e trattati come i nostri media ed istituzioni ci vogliono convincere debbano essere accolti e ospitati i novelli (im)migranti (senza ma, senza se e senza alcuna regolamentazione)
    http://www.instoria.it/home/emigrazione_italiana.htm

    E a tal proposito riporto un solo esempio su tutti, quello del sogno americano che magari molti dimenticano passasse per Ellis Island, dove la mia prozia mi raccontava di essere stata sottoposta all'umiliazione della "doccia" disinfestatrice per eliminare i pidocchi (e poco importava se disposta in misura preventiva)
    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ellis_Island

    Perché, pur avendo bisogno di forza lavoro, gli stati difendevano la sovranità dei loro
    confini regolandone rigorosamente il flusso degli ingressi.
    http://art9fmgenco.altervista.org/images/IL_SOGNO_AMERICANO.pdf (da pag 25)

    Quindi, poco comprendo articoli come quello odierno (segnalato da Gavino Sanna) di Ezio Mauro su Repubblica (http://www.repubblica.it/politica/2017/08/09/news/l_inversione_morale-172679630/amp/), dove si legge che gli italiani non vogliono accogliere i loro fratelli perché: "il sentimento umanitario è finito in minoranza, affondato...da una declinazione egoista dell’interesse nazionale".
    A nessuno sorge la voglia di chiedersi per quale motivo l'interesse nazionale debba essere considerato una colpa solo se ascritto ai nostri confini?

    Mi chiedo: ma prima della UE e della moneta unica avremmo accettato supinamente cessioni di sovranità e democrazia perché qualcuno ha stabilito si basasse sulla libera circolazione di capitali, persone, merci e servizi (con se e quali regole ancora non mi è dato di comprendere)?

    Ed è, a parer mio, l'assenza di regole eque (economiche e civili) - ad eccezione di quelle che convengano ai pochi noti, detentori sempre più ricchi del capitale - (si devono accogliere TUTTI perché pagano le VOSTRE pensioni o SIETE un popolo a crescita zero) che non ci si rende conto dove tutto ciò ci sta conducendo: sistematica eliminazione dei ns diritti costituzionali, del ns welfare, nonché negazione totale della nostra identità nazionale.

    Come per esempio pare stia accadendo in Svezia:
    https://it.gatestoneinstitute.org/10807/svezia-stato-fallito

    A coloro che si indignano, quindi, chiedo se è questo il futuro che vogliono per i loro figli (condannati al precariato a vita o alla deportazione come manovalanza all' estero), per i loro nipoti (che saranno permanentemente ridotti ad uno stato di EIR), o per loro stessi (che una volta divenuti anziani, verrà permesso di morire anticipatamente per non pesare sulle finanze di uno stato che non è più in grado di garantire un minimo di dignità).

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    1. Gli storici del futuro avranno accesso ai documenti desecretati e potranno capire se le politiche di accoglienza dissennate sono state frutto di decisioni sovrane della Svezia oppure sono state subite.

      La presenza di centrali nucleari rende i piccoli stati ricattabili, nel senso di molto sensibili ai rischi di sabotaggio da parte di potentati esteri o transnazionali.

      Dubbi ci sarebbero anche per il Giappone, che per motivi del tutto incomprensibili possiede anche la maggiore riserva di plutonio 'weapon grade' (con annessa capacità di trattamento) del mondo.

      Probabilmente è come per gli iceberg, la parte visibile della politica internazionale è solo una piccola parte del tutto.

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  26. Ricordo che arrivai da te fra i primi e a parte molte questioni su cui eravamo più o meno in sintonia, c' era una questione di fondo che questo blog ha avuto il merito di chiarire.

    Più che la risposta ad un grido di dolore si sentiva la necessità di qualcuno che desse ampia e razionale interpretazione consequenziale a molte cose che ci succedevano da tempo ma che erano ancora "smorzate" e che esplosero in modo virulento dopo l' arrivo del "volenteroso distruttore" bocconiano qui richiesto ad agosto 2011 ed inviato da Trichet, Draghi & altri ad imporre la legge dei colonnelli tedeschi con carta bianca; Monti Mario , non molti sanno, incubato come un virus da marzo 2011 (vedi intervista Die Zeit a De Benedetti).

    Se ci si fa caso, infatti, erano pochissimi gli interventi di novembre e dicembre, invece molti iniziarono a porsi delle domande a febbraio 2012, dopo le famose riforme che producendo lacrime e sangue in quantità, non riuscivano minimamente a produrre risultati sul fronte della stabilità dei conti pubblici e dei costi per il paese e qui cominciarono a trovare delle risposte al cumulo di cazzate che scrivevano i giornaloni, giornalini e organi televisivi del minculpop nostrano.

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  27. Nel 1963 la mia famiglia si imbarcava su di una nave Costa (allora non ancora riadattate alle Crociere di Lusso ) da Buenos Aires destinazione Genova perche' il richiamo e la nostalgia per la propria Patria erano piu' forti del relativo benessere acquisito all'estero ( mio padre direttore agenzia Vagon Lits , mia madre assistente ai ferri in sala operatoria , mio nonno materno falegname ).
    Proprio quest'ultimo era la mente e il braccio della nostra partenza per l'estero : prima in kenya ma c'erano i Mau Mau in rivolta , poi Argentina.
    Quello che pero' SEMPRE MI HANNO RACCONTATO e' che si partiva con permessi di lavoro garantiti da imprenditori italiani in loco che prima lavorando per gli inglesi e poi per argentini garantivano un'EMIGRAZIONE ORDINATA verso luoghi che offrivano lavoro perche' carenti di determinate professionalita' o con una fase economica espansiva che offriva posti di lavoro.
    NON VEDO SIMMETRIE con l'immigrazione verso Italia neanche ipotizzando che quest'ultima sia solo un luogo di transito.
    Questo pistolotto solo per dare un contributo a coloro che non vogliono/riescono a leggere i numeri e i risultati deflattivi dell'immigrazione su tariffe e stipendi.

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  28. Scorrendo i dati relativi agli sbarchi ho notato che una parte non indifferente degli arrivi (il 30%) proviene da paesi in regime di cambio fisso franco CFA. Sarebbe carino analizzare l'impatto del la crisi su questi paesi e la responsabilità del regime di cambio. Peccato non aver portato il computer in vacanza. Ora cerco, magari trovo qualcosa.

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  29. ("La sola sicurezza è il coraggio". - La Rochefoucauld).

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  30. In lei ammiro l'onesta intellettuale, oltre alla lungimiranza, virtù appartenente a pochi eletti!!

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  31. Prof ma che pazienza ha Lei???
    Dovrebbe parlare nei palazzetti dello sport gremiti, non con sti deficienti che vengono sul blog a sfotterla...
    Saluti cordiali

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  32. Ammetto candidamente che non conoscevo nulla della situazione svedese e questo fatto piu che impressionarmi per il valore intrinseco della comunicazione, ho ritenuto di poterlo confrontare con la situazione in italia dove il centro di comando del governo potrebbe non essere cosciente della reale situazione delle periferie della nazione , per un difetto di comunicazione, o per chiusura mentale al problema,o ancora per effettiva insufficienza di intuizioni politiche, o anche per un eccesso di quel senso di colpa che sta alla base del cosiddetto buonismo che intende in questo modo chiedere scusa all'africa di avere sfruttato le sue risorse utilizzandole nella rincorsa della civilta industriale verso le comodità della bella vita.E valutando anche la descrizione minimalista che di tutto cio fanno alcuni giornali che vanno per la maggiore nel paese, mi sorge vigoroso un dubbio:Se il governo non vede la situazione del paese Italia cosi come noi non vediamo la situazione di un paese della comunita come la Svezia ,di solito descritto e pensato come "felice",allora potrebbe significare che non ci salverà nessuno da questa invasione di poveri che scappano da guerre,povertà,malattie,siccita e insolazioni Perche è naturale che se un problema non lo vedi o non lo reputi problema ,non farai niente per risolverlo...che poi è proprio la linea che stanno seguendo questi nostri immeritati governanti. Altro che pagare le nostre pensioni e sostenere il peso delle nascite

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  33. Dico solo che quando vedo arrivare "anime belle", vere o finte ( i troll non li hanno inventati ieri) a spiegarci che potremo considerare i fatti solo dopo aver espiato i peccati, nostri e dei nostri antenati da Adamo in poi, provo un leggero fastidio. Anche questo potrebbe essere un effetto voluto per stimolare reazioni un po' dure, ma la domanda importante è: cosa mi (ci) chiedono di fare questi gentili personaggi?
    Stare buoni, fermi, zitti e rassegnati. "Laissez faire, laissez passer", il più tradizionale motto liberista, condito con le ragioni più varie, patetiche e irrazionali.
    Rimando al mittente, e che ognuno, se gradisce, si maceri nelle colpe che preferisce E SE LE TENGA PER SÉ.

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  34. Faccio un po' di paragoni azzardati storici e se questa nostra decadenza coincidesse con il periodo brutto del tardo impero romano? Che ne pensate?

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    1. È un paragone che, da quanto ricordo è già stato avanzato da qualcuno. Se cerchi bene tra i vecchi post dovresti trovare qualcosa.

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  35. Il paragone tra gli attuali flussi di immigrati in italia e Marcinelle e` chiaramente una sciocchezza per le ragioni del post e altre. Pero` ribattere parlando di tasso di disoccupazione mi sembra altrettanto fuori luogo. Cosa c'entra una misura che media su tutto il mondo del lavoro di un determinato paese con il destino di questi individui? Sarebbe piu` appropriato - forse - se si parlasse di tutti gli immigrati del paese, ma e` evidente dal contesto che non si sta parlando di romeni e albanesi. Il paragone maldestro si riferisce a coloro che arrivano coi barconi per i quali le statistiche sulla disoccupazione sono del tutto irrilevanti (perche` non possono accedere immediatamente e uniformemente al mercato del lavoro italiano sul breve periodo e soprattutto perche` sono pochi)

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    1. Gentile anonimo (lei saprà perché),

      se si parla di "migranti" "economici" il tasso di disoccupazione evidentemente c'entra, perché mette in evidenza come questi flussi spostino forza lavoro dove essa è destinata a restare inoccupata, cosa incompatibile sia col raccontino un po' peloso dei media (culminato nell'ormai proverbiale "te piacciono i pomodori Robertì?"), sia nell'altrettanto pelosa ottica neoclassica dell'abolizione di regole per lasciare al mercato (in questo caso, al mercato degli schiavi, sul quale molti lucrano e non solo in Libia) l'efficiente allocazione delle risorse. Quindi il tasso di disoccupazione, come ogni fondamentale macroeconomico, c'entra sempre, soprattutto in un'ottica marxista (che non voglio imporle, perché non necessario: come le ho ricordato, quanto sta accadendo non ha senso nemmeno nella diametralmente opposta ottica neoclassica), mentre, su un altro piano, credo aiuti poco fare un gran mischione fra flussi intra-UE e flussi extra-UE. Io sto parlando di rispetto delle regole, quelle che io come contribuente e come cittadino rispetto, checché ne pensino le anime belle per le quali se uno ragiona in dissenso sa Repubblica è razzista e quindi (?) evasore, per cui esigo che anche chi mi governa le rispetti. Ora, l'accesso al territorio italiano di un rumeno e di un gabonese è disciplinato da regole diverse, e qui ci occupiamo del secondo caso, e dei paralogismi usati per farci dimenticare questo dettaglio.

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    2. (la ringrazio per aver pubblicato il mio commento anche se anonimo)

      Io sono d'accordo con lei su praticamente tutto del suo ragionamento generale. Sarei d'accordo anche sul guardare il dato macroeconomico generale se dall'altro lato lo si compara al dato dell'immigrazione generale. Quindi principalmente a romeni (o polacchi o bulgari, intra-UE) o albanesi (o marocchini o cinesi o bengalesi, extra-UE).

      Quando pero` si parla degli sbarchi di fortuna che arrivano dalla libia lo trovo un argomento debole se non del tutto sbagliato. Anche se quelle persone venissero magicamente regolarizzate sia burocraticamente che psicologicamente e si riversassero in massa nella forza lavoro italiana non sposterebbero molto l'indicatore macroeconomico di cui stiamo parlando. Rappresenterebbero una frazione piccolissima di questa forza lavoro.

      Inoltre, personalmente, non sono un fan nemmeno dell'argomento economico "buonista" che vuole l'immigrato come fonte di ricchezza. Se si parla dello sbarco di fortuna la questione umaniataria, per me, viene prima di quella economica. Quindi che il salvarli abbia un costo non mi turba, vanno salvati.

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    3. Il punto cruciale e che chiama "Sbarchi di fortuna" un sistema ben orchestrato e fatto venire a galla dalla Magistratura.Lei non vuol vedere la realtà.

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  36. Il punto non è che tipo di regole è giusto darci, come Il Prof Bagnai e i tanti populisti vecchi e nuovi della nostra indecente classe politica fanno intendere.
    Possiamo a mio parere essere tutti (anime belle comprese) d'accordo pacificamente sul fatto che occorre stabilire delle regole per gestire i flussi migratori e che non possiamo certo accollarci tutti gli Africani in fuga, per ragioni economiche, umanitarie o che altro. Questo è fumo negli occhi. Il vero problema è che una volta stabilite delle regole, che peraltro ci sono già ed hanno contribuito in maniera preponderante a farle proprio i leghisti di cui sopra qualche anno fa, quando cogestivano il potere farneticando di ministeri a Milano e contribuendo allo sfascio del Paese come è più di altri, non è che la Lega è una start up, è sempre utile ricordarlo al popolo con più smemorati al mondo. Dicevo una volta decise le regole, bisogna essere in grado di farle rispettare. Questo è il punto. Ora come ora il "sistema" di gestione dei flussi non funziona, ha falle evidenti e sempre più grosse, di tipo organizzativo, economico, logistico e persino logico. Una legge che stabilisce di dare il "foglio di via" che è letteralmente un foglio, cioè un pezzo di carta, all'immigrato irregolare è una evidente presa in giro. Occorrono soluzioni di tipo tecnico, non ideologico e nemmeno legislativo direi. Tutto questo dibattito surreale sulle ONG, su Marcinelle e quant'altro, serve semplicemente a nascondere il fatto che i nostri politici (che sono nostra espressione più o meno diretta, quindi NOI Italiani) non siamo in grado di fornire uno straccio di soluzione che contribuisca a risolvere il problema o almeno a contenerlo. E quando tentiamo di farlo sgamiamo subito il livello demenziale a cui appartengono /iamo, come la fesseria sesquipedale che girava qualche tempo fa da parte del più grosso esponente della generazione 4.0 dei politicanti italiani, la proposta cioè di bombardare i barconi vuoti, come se il fatto di guidare un barcone sia un reato, punibile con l'affondamento del medesimo e come se sia possibile bombardare liberamente qualcosa in acque territoriali altrui!
    Così stanno le cose: le ONG fanno favoreggiamento all'immigrazione clandestina? è sempre stato possibile metterle sotto indagine, come in passato sono state messi sotto indagine tantissimi pescatori che portavano a riva dei clandestini, perchè tutto questo clamore? Si indaghi e se è il caso, si condanni, se siamo in grado di fare le indagini e poi i processi, se non siamo in grado invece, come sospetto, è del tutto meschino invocare una presunzione di colpa preventiva o tantomeno complotti e vari sotterfugi di Paesi così gelosi di non essere Italiani, da volerne eliminare la genia per via migratoria.

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    1. Gentile utente,

      ad alcuni questo commento potrà parere sconclusionato. Io lo trovo perfettamente coerente col fatto che nel post successivo lei ci parla del cambio "bloccato" del renminbi.

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    2. Che infatti è bloccato, è per questo che gli usa si lamentano da un paio di lustri almeno.

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    3. Se non crede a me legga qui http://economia.ilmessaggero.it/economia_e_finanza/svalutazione_yuan_risiko_monete-1192532.html

      in particolare la parte che dice: "la valuta cinese non oscilla liberamente sui mercati, è controllata dalle autorità comuniste cinesi ed è da vent’anni legata a un peg – un vincolo di oscillazione – rispetto al dollaro"

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    4. @ihavenodream
      Qui, non interessa se si sia in grado o meno di bloccare i flussi o se si sia in grado di condannare i colpevoli di intesa con le mafie varie, o con chi, filantropo, invece di portare i migranti a casa loro li porta qui da noi e ciò se permette riguarda la nostra libera scelta di contrastare ciò; ovvero la mia visione contro la sua, la visione di chi pretende di scegliere chi far entrare ed in quale numero e chi invece pretende di accogliere chiunque arrivi. Cosa che ogni popolo, credo abbia il diritto di fare per almeno mille ragioni; non porsi questi distinguo significa essere superficiali.
      Qui si vuole parlare delle implicazioni economiche e sociali di un flusso di disperati che vanno ad aggravare una pressione già molto forte sul fronte delle garanzie residue dei livelli occupazionali e dei livelli salariali.
      Ma qui il discorso sarebbe lungo ed anche inutile dato che è inutile spiegarle ciò che su questo blog è stato spiegato e documentato da anni.
      Si vada a documentare su tutto quanto già affrontato qui e la smetta di romperci le palle con le solite tiritere. Io per quanto mi concerne, dopo la figura di merda ben esposta da Sergio sul renminbi mi ritirerei a leccarmi le ferite. In fondo capire i propri errori e stare zitto per un po' è un pregio.

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    5. Severo (come sempre) ma (per una volta) giusto!

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  37. Certo che sti svizzeri sono proprio cattivelli ... :-)
    http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/13215837/svizzera-cacciata-immigrata-tedesca-non-cerca-lavoro-sussidio-disoccupazione-.html

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  38. C'è mi pare un analfabetismo politico preoccupante.
    C'è un fenomeno immane come le migrazioni dall'Africa, senza considerare anche un'ampia parte dell'Asia, con una fonte praticamente inesauribile di possibili migranti, che credo meriterebbe un'accurata ed esauriente analisi delle cause e delel possibili conseguenze di tale fenomeno.
    Invece, l'approccio è prepolitico, ci sono ragioni etiche che dovrebbero secondo costoro prevalere, e a partire da simili assurde premesse diventa pressocchè impossibile intavolare qualsiasi discussione.
    Quando ci si trova a dovere operare scelte che hanno un valore sociale, di ampie comunità se non come nel nostro caso di intere popolazioni, mi chiedo come si possa essere così tanto irresponsabili da dare risposte dettate dall'emotività.
    Tanto per riallacciarmi a un recentissimo intervento, ci sono dati incontrovertibili che dimostrano come ci sia un parallelismo tra le morti per naufragio e la disponibilità all'accoglienza. Quando è partita l'operazione "mare nostrum", i morti non sono diminuiti ma aumentati. Ciò come si sa avviene perchè come è ovvio per tutti tranne che per i veri razzisti inconsapevoli, gli africani sono nostri simili, ed assumono decisioni su basi razionali e ben ponderate. Chi li tratta come se si trattasse di una mandria di bisonti che corre verso il precipizio in modo inconsapevole, è il vero razzista, anche se non se ne rende conto.
    Invece per me è ovvio che le migrazioni sono dei fenomeni indotti da decisioni e scelte in gran parte a responsabilità occidentale.
    A partire dalle immagini trasmesse dalle TV satellitari che mostrano in forma più o meno esagerata l'opulenza delle società occidentali, dalla rapina operata da tanti soggetti oggi non solo occidentali fino ad averli espropriati delle proprie terre, dal commercio criminale delle armi con il connesso orripilante fenomeno dei bambini soldati, fino ad arrivare allo sfruttamento delle miniere per realizzare i nostri smartphone, sacrificando senza che che si sollevi alcun fenomeno di opposizione e neanche di sdegno, perfino la vita di ragazzini sfruttati sino alla morte, la decisione di emigrare è strappata a forza a questi nostri poveri fratelli che in assenza di questo invadente ruolo svolto dalle nostre elite criminali, neanche si sarebbero sognati di abbandonare i loro luoghi di nascita.
    Queste non sono migrazioni, sono deportazioni seppure avvengano col consenso apparente dei diretti interessati.
    Ma soprattutto, parliamo di un bacino di potenziali migranti di miliardi di persone, e questi che vediamo sono solo un'avanguardia perchè la gran parte degli africani ed asiatici potenzialmente implicati al momento non se lo può permettere, può solo sognare che questa avanguardia sia poi in grado di far venire anche loro.
    Titolavo tempo fa un post "Può l'umanità fare a meno dell'Africa?". Possiamo noi davvero credere che che il futuro consista nello svuotamento progressivo di quel continente e il contemporaneo stipamento di gente nella piccola Europa già di per sè affollata?
    (continua)

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  39. (continua dal precedente commento)
    C'è un piano criminale da tempo in corso di sottrazione dell'Africa ai suoi abitanti per farne campo di sfruttamento e temo perfino di esperimenti su persone che noi neanche conosciamo, e tutto ciò che pensiamo di fare è accoglierli?

    Come detto, la disponibilità ad accoglierli implica un aumento delle morti per naufragio, col meccanismo del gettare monetine su una folla di mendicanti: potremmo tollerare che dopo i feriti per zuffa che si verificherebbero, chi ha gettato le monetine se ne esca dicendo che egli è buono e non poteva non fare l'elemosina? E' possibile teorizzare l'irresposnabilità e giustificarla sulla base di una buona intenzione?

    Ma se conveniamo che le nostre elite commettono crimini in Africa, questo assecondare le migrazioni non costituisce una forma di complicità oggettiva con costoro?

    Non confondiamo migranti e migrazioni, io non ho nulla contro i migranti ma sonpo invece contro le migrazioni e magari l'aumento delle morti dovrebbe chiarire come questa distinzione vada sempre operata.


    Faccio ora una proposta del tutto personale, naturalmente. Perchè non chiediamo che prima il nostro parlamento e poi tutti gli altri paesi UE e magari anche fuori dalla UE, si proibisca la produzione o quantomeno la commercializzazione di smartphone, almeno finchè non chiuderanno le miniere in Congo ormai trasformatesi in mattatoi di piccoli africani inermi?

    Vogliamo essere buoni, facciamolo con un'iniziativa che danneggi prima di tutti i responsabili dei crimini, che ci costi qualcosa di strettamente personale, visto il valore enorme assunto da questo oggetto nella nostra società, e che determini un minore e non un maggiore coinvolgimento dei nostri paesi in Africa?

    La scelta è netta: dobbiamo assecondare fino alla complicità o dobbiamo opporci frontalmente ai piani criminali?

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    1. Bisogna opporsi frontalmente ai piani criminali e nello stesso tempo assecondare,senza complicità con nessuno che sia un'ong o un'organizzazione di criminali,l'arrivo di veri rifugiati politici attraverso canali umanitari gestiti direttamente dallo stato.

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  40. Sono finalmente riuscito a leggere. Quasi tutto (ogni tanto un po' di stringatezza nei commenti gioverebbe, anche per aiutare il prof...).
    Ringrazio alberto per il bel post e i vostri contributi ricchi di spunti.
    Aggiungerei due domandine che mi pare sempre manchino nelle discussioni sul problema emigrazione:
    - qualcuno si è interrogato sulla differenza tra accogliere e integrare?
    - e sopra tutto: ma gli italiani vogliono integrarsi?

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  41. Mattarella «Generazioni di italiani hanno vissuto la gravosa esperienza dell’emigrazione, hanno sofferto per la separazione dalle famiglie d’origine e affrontato condizioni di lavoro non facili, alla ricerca di una piena integrazione nella società di accoglienza. È un motivo di riflessione verso coloro che oggi cercano anche in Italia opportunità che noi trovammo in altri Paesi e che sollecita attenzione e strategie coerenti da parte dell’Unione Europea. In questo giorno dedicato al ricordo del sacrificio del lavoro italiano nel mondo rivolgo ai familiari e ai colleghi delle vittime della tragedia di Marcinelle, e di ogni altra nella quale sono periti nostri emigranti, un solidale e affettuoso saluto»

    Tutti i migranti economici sono animati dalla stessa sofferenza di dover essere costretti a lasciare la propria terra. Il fatto che questo avvenga perchè in Belgio c'era lavoro, e c'era un accordo (io ti do un po di carbone e tu mi mandi su un po di schiavi), e il fatto che oggi non c'è nessun accordo e non c'è lavoro, non cambia di una virgola il fatto che la sofferenza dello sradicamento forzato è la stessa identica ieri come oggi.

    Ne mi pare che Mattarella abbia incitato a violare le regole dell'immigrazione, o a far rimanere i migranti economici senza asilo. Ma dal lato migranti, io farei lo stesso, e violerei qualsiasi regola.

    Minniti invece di perdere tempo a scrivere carta da parati, perchè il codice non serve a nulla, non diminuirà gli arrivi, pensi piuttosto a una legge attuabile per risolvere il problema dei rimpatri.

    Purtroppo è vero che il Salvini-non-pensero, ormai sta infettando tutti.

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    1. Anche noi dobbiamo tutelare noi stessi.

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    2. Ogni ortografia rinvia a un'etica. Cosa vuole che le dica? Lei ci elargisce queste perle dialettiche (la "reductio ad Salvinum"), mentre avrebbe tanto bisogno di tornare alle elementari per imparare la differenza fra "né" e "ne", per non parlare dei "po" e dei "perchè". Provi a scrivere in inglese un suo saggio sul diritto all'immigrazione e a mandarlo a Oxford. Magari glielo pubblicano, e forse con l'ortografia inglese sarà più fortunato. Non le faccio la domanda alla quale non sapete rispondere (se non ci fossero confini i rifugiati dove si rifugerebbero?), né le chiedo di dirci cosa lei abbia fatto per combattere il sistema prima di oggi: se non ne troviamo traccia, vuol dire che non vale la pena di parlarne. Mi limito a osservare che dalle sue parole si evince che lei della sofferenza dei migranti non sa un bel nulla. Chi, come me, ne sa un po' di più, da venti anni si interroga su un sistema politico che affida la propria sopravvivenza alla mobilità dei fattori. Di giovinotti tutta "generazione Erasmus" e "no border" (o era "no global") qui, con tutto il rispetto, non sentiamo la mancanza. Stia bene.

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  42. Eugenio Scalfari, "L'Espresso" del 6 agosto 2017:
    "Ebbene, c’è nella fase attuale un numero frequente di terremoti-maremoti, che turbano e sconvolgono il Mediterraneo e i Paesi che vi si affacciano: l’Italia, la Grecia, la Turchia, la Macedonia. La causa è il graduale riavvicinarsi dell’Africa alle costiere meridionali dell’Europa. È un processo che durerà milioni di anni.
    Ma se invece di ragionare su un processo millenario ragioniamo di un processo di pochi secoli, allora l’Africa diventa un elemento positivo, che va aiutato in tutti i suoi problemi. E non solo l’Africa, ma tutti i popoli migranti che hanno di mira Paesi di antica ricchezza, con i quali convivere nel tentativo di ridurre le disuguaglianze.
    La vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio: ridurre le diseguaglianze, aumentare l’integrazione. Si profila come fenomeno positivo, il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana."

    Nel suo lucido delirio, col pretesto della deriva dei continenti, Scalfari dice ciò che altri nascondono. Nelle sue affermazioni c'è la eco degli scritti di Kalergi (sconosciuto ai più) nel suo "Pan-Europa" (chi è interessato troverà in rete tanto materiale). Nel libro “Practical Idealism” egli traccia anche l’idea di Europa che aveva in mente dal punto di vista demografico. E scrive: “L’uomo del futuro sarà di razza mista. Le razze e le classi di oggi gradualmente scompariranno” e ci sarà un’unica “razza euroasiatico-negroide, simile in apparenza agli antichi egizi”, che sostituirà i popoli con gli individui.

    Esiste il Premio europeo Coudenhove-Kalergi - che premia l'azione delle personalità che contribuiscono alla costruzione dell' Europa. Tra i premiati più noti degli ultimi anni:
    Papa Francesco, Martin Schulz, Herman Van Rompuy, Wolfgang Schäuble, Jean-Claude Trichet, Angela Merkel, Jean-Claude Juncker, Carlo Azeglio Ciampi, Pat Cox a papa Giovanni Paolo II, Valéry Giscard d’Estaing, l’Euro (!), Bill Clinton, Tony Blair.

    Ma tutto questo non è un complotto: è tutto alla luce del sole ed è il pensiero filosofico elitario alla base del progetto della creazione della UE prima e degli Stati Uniti d'Europa poi: per cui cercheranno di portarlo avanti a tutti costi qualunque sia il prezzo, ovviamente pagato da noi. E la sinistra ha il compito di realizzarlo.

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    1. Riusciremo a fermarli?

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    2. Sinceramente, non vedo che ci sia di male nel meticciato, come tale, e nella creazione di ricchezza media, cultura media etc. Piuttosto, non credo che la migliore via per ottenerlo sia l'apertura indiscriminata delle frontiere, senza tutele per chi arriva e chi accoglie.

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    3. Gentilissima,

      alcune considerazioni. Il dott. Scalfari, parlando di meticciato, implicitamente afferma l'esistenza di razze, o sbaglio? Sarebbe utile saperlo, come punto di partenza per alcune riflessioni. Se lo incontra glielo chieda.

      Circa la convergenza verso la media, in termini economici (gli unici nei quali abbia un senso) è del tutto evidente che essa conviene a chi è sotto la media, mentre non conviene a chi è sopra la media. Il dott. Scalfari certamente è sopra la media. La sua aspirazione a ridursi il reddito, quindi, secondo lei da cosa dipende? Anzianità, generosità, o scaltrezza?

      Circa la "cultura media", se permette, preferisco soprassedere. L'aspirazione a livellare le differenze culturali è propria di tutti i regimi totalitari, anche del nostro, che la maschera dietro la promozione delle differenze di genere: LGBTFHIRDVIIDRHVJ. Farsi prendere in giro è una scelta individuale, che rispetto ma consiglio di non impormi.

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    4. Quel che si vuole imporre è la media in termini economici e culturali (con conseguenze che si possono immaginare rispetto a aspettativa di vita, consapevolezza dei valori democratici..) tra lo stile di vita della popolazione europea e quello delle popolazioni del terzo mondo (e loro sono tanti di più), non tra l'operaio e il grande industriale. Vuol dire distruggere l'Europa, secoli di cultura e conquiste sociali.Non riesco neanche a credere che glielo abbiano pubblicato..

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    5. Non intendevo difendere Scalfari, che trovo da tempo patetico, di cui non faccio l'esegeta. Non mi pronuncerei neanche sull'esistenza o meno delle razze, perché non saprei definirne il concetto. Certo, riconosco che esistono differenze fra esseri umani, di vario tipo (colore della pelle, forma degli occhi, tradizioni culturali, condizioni economiche etc.). Ci sono, inoltre, "differenze culturali" che proprio non riesco ad apprezzare (p. es. a proposito del ruolo delle donne) ed io ammetto di sentirmi insicura se circondata da negri o negroidi (si possono usare questi termini?). In generale, sto meglio con quelli che sento simili a me, piuttosto che con chi sento diverso. Tuttavia non posso non pensare che un'unica "razza" presupporrebbe gente "diversa" che si accoppia e quindi la caduta di varie barriere. La mescolanza e la riduzione delle diseguaglianze, se non avviene al ribasso, non mi pare un male, come mi pare suggerisse il commento cui rispondevo.

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    6. Ah, ci tenevo a dire, inoltre, che trovo il msg "accogliamoli tutti", di una violenza incredibile, per chi viene (che sicuramente, almeno in larga parte, vorrebbe poter restare a casa sua) e per chi riceve (che non può vedersi imporre "ospiti" ). Di sicuro, non un modo per favorire meticciato e integrazione.

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  43. A scalfa ke stai addi?! kille so' li meteci mica li meticci

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  44. Eliana, livello medio significa deculturazione. Significa distruggere la scuola. Ne è consapevole?

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  45. Una risposta mi sembra rivolta a lei gentile prof. Bagnai.
    Non l'ho scritta io e non la condivido che in piccola parte. Mi sembra però che porti, assieme ad alcuni argomenti che già ben avete avuto modo di trattare e confutare, alcuni altri argomenti che possono contribuire al dibattito.
    Alfonso Gentana

    http://www.altoteverenotizie.it/approfondimenti/immigrazione-alcuni-spunti-riflessione-non-cadere-trappola

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    1. Guardi, a me fa veramente ridere che quelli che hanno teorizzato la necessità di restare nell'euro per combatterlo "dall'interno" ora se ne escano paragonando una eteroclita congerie di clandestini ai fratelli Rosselli (che combatterono il fascismo "dall'esterno" emigrando in Francia). Queste persone meritano tutte rispetto umano, e tutte tutela conforme al loro status giuridico. Resta il fatto che chi, come i compagni di Rifondazione Comunista, qui non ha fatto nulla di efficace per combattere l'euro e QUINDI le logiche del capitale finanziario, non ha aiutato molto gli oppressi in questo né in altri paesi. La conseguenza è stata un suicidio politico a valle del quale il tacere sarebbe bello. Il resto sono questioni di dettaglio che le lascio per esercizio, se proprio ritiene (lei) di dovergli dedicare tempo.

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    2. a proposito degli sconfitti del capitale e della costante capacita' di questo di reinventarsi catturando le snime disperse degli spoliati della coscienza di classe , vorrei segnalare questo intervento:

      https://www.jacobinmag.com/2015/11/microcredit-muhammad-yunus-bono-clinton-foundation-global-poverty-entrepreneurial-charity

      il succo e' che iniziative left sounding come il microcredito sono un ulteriore strumento della globalizzazione finanziaria pushed dalla Banca Mondiale e dalle porenti fondazioni americane perche' conformi alla ideologia liberale del libero mercato e della crescita supply led.

      Cio' che mi preme rilevare e' che nella dinamica in questione sono presenti molti degli schemi rinvenibili nell'euro e che derivano, in essenza, dalla comune matrice della liberalizzazione dei flussi di capitale.

      In termini economici, si riscontra, fra l'altro una inefficiente allocazione dei capitali impiegata per l'acquisto di beni di consumo e non per investimenti produttivi, la refinanziazione dei debiti preludio di bolle, l'effetto pushing over dei competitor piu' produttivi operando una concorrenza sleale al ribasso sui prezzi e la sottrazione di asset dati in garanzia contro prestiti a tassi di interesse manifestamente usurari.
      Dal punto di vista politico, la decisione di favorire il microcredito comporta l'allontanamento dello Stato dall'economia (come corollario), e una vigilanza rilassata sugli operatori finanziari, che in non rari casi tracima in collusioni nelle participazioni azionarie degli istituti e in fenomeni diffusi di corruzione

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  46. Aggiungo infine (e poi mi taccio) che magari i miliardi che si pagano ai dittatorelli vari per trattenere i migranti o impedirne il passaggio, o ammazzarli, (fra l'altro, pare che diventino sempre più esosi), forse potrebbero essere spesi meglio.

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