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sabato 12 agosto 2017

La disoccupazione in teoria e in pratica

Seguendo Luigi Pecchioli (è un famoerpartitista ma è tanto una cara persona: invito a seguirlo...) sono capitato su questo grafico:


L'idea del grafico è quella di calcolare il tasso di disoccupazione tenendo conto non solo delle persone in cerca di occupazione (definizione piuttosto restrittiva, come sapete), ma anche di chi risulta inattivo perché non sta più cercando lavoro ma sarebbe disposto a lavorare, e di chi ha un lavoro part-time ma vorrebbe un lavoro a tempo pieno.

Tutti questi dati sono disponibili sul sito dell'Eurostat (appena posso vi dico dove).

La postilla del bot (o troll?) piddino di turno mi ha invogliato a rifare i conti.

Mi sono messo sul sito dell'Eurostat, e questo è quello che mi risulta (visto che c'ero, l'ho fatto per un numero di paesi più ampio):


I conti più o meno tornano: il paese più "stressato" resta l'Italia, anche se a me viene una cifra un po' più alta rispetto a quella che figura nel grafico riportato da Luigi (ma non sappiamo il suo grafico a che anno si riferisca: il mio al 2016). Vale la solita regola dei troll: quando mettono beceramente in dubbio un dato, vuol dire che le cose stanno ancora peggio di come sembravano...

L'ordinamento dei paesi, dal meno al più sfigato, più o meno coincide (nel mio il Portogallo sta peggio della Francia, e la Grecia meglio della Spagna, ma sono differenze minime e per il resto ci siamo quasi). Non so come il FT abbia calcolato il suo grafico, ma date le rilevanti analogie non credo che la metodologia sia molto diversa da quella che ho usato e che domani vi descrivo con calma (devo dormire, oggi sono montato a cavallo per la prima volta, e l'ho anche mandato al galoppo: molto appagante, mi dicono che sono dotato - sono solo uno che osserva bene quello che fanno gli altri, ascolta chi ne sa più di lui, e non ha troppa paura - ma ora voglio dormire).

Ovviamente, avendo io considerato un insieme di paesi più ampio, capita anche che mi risultino due popoli che "fanno meglio" (come dicono i gazzettieri) della Germania: i cechi (che ci vedono benissimo) e gli islandesi. No comment. Anzi: one comment: male come noi non è messo quasi nessuno.

Siccome ho fatto questo lavoro per tutti gli anni dal 1999 all'anno scorso, e per tutti i paesi riportati dall'Eurostat, domani, con calma, dopo avervi spiegato come ho trovato i dati e come li ho usati, vi faccio vedere come si sono sviluppati nel tempo questi indicatori, come sono "spacchettati" nelle tre componenti, come si sono mosse queste ultime, ecc.

Una anticipazione: la Repubblica Ceca sta messa così bene anche perché lì la percentuale di part-time involontario è irrisoria. Da noi quasi tutti i lavoratori part-time vorrebbero in realtà un full-time. Notate anche che non si entra nel tema del tipo di contratto (precario o a tempo indeterminato).

A Luigi, che è, appunto, un famoerpartitista (e non c'è naturalmente nulla di male, e lui sa che io lo stimo), penso di aver detto una volta per scherzo che se mi davano una disoccupazione al 30% come in Germania dopo l'austerità (quella di Brüning), il partito glielo facevo in un attimo.

Ho fatto male a dirglielo, perché in effetti siamo messi peggio.

Speriamo che se ne sia dimenticato: altrimenti, la sua sarà la tessera numero uno (ma il partito non si farà in un attimo: anzi, non si farà per niente).

36 commenti:

  1. Visto che Mario Monti c' aveva ragione? Il più grande successo dell' euro è la Grecia! Dopotutto sta messa meglio di Spagna ed Italia.

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  2. Il conto (per difetto devo convenire) torna pure utilizzando il dato approssimato sugli occupati (22 milioni) e quello delle persone in eta' da lavoro (32 milioni).

    32 - 22 = 10 milioni di persone in eta' da lavoro che non lavorano.

    10/32 = 31,25%

    Se il dato piu' attendibile e' invece 37-38% vuol dire che tra i 22 milioni di occupati ci sono molti part time involontari.

    Il dato italiano va anche confrontato con i quasi 95 milioni di inoccupati USA su 350 milioni di residenti.

    Il nostro (pessimo) dato risulta ancora vicino a 10 milioni su 62 milioni (16,1%), per cui prima di diventare come gli USA (95/350=27,1%) la via del peggioramento e' ancora lunga.....

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    1. Scusa Luca, i residenti sono 60,6 milioni al 2016, il dato peggiora. Ma allora la Grecia, dati Pecchioli, al 25% circa sta meglio di USA? E quando lo mollano l'euro!

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    2. Il mio pusher di fiducia. So anni che mi avvalgo di questi dati e, se le fosse possibile, le sarei grato di un suo giudizio.
      http://www.shadowstats.com/

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    3. @ALBERTO49

      Hai ragione, la memoria a volte si fissa su un numero errato, ma anche col dato corretto il discorso fila lo stesso.

      Grazie comunque per la 'peer review'.

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    4. @adriano_53 hai linkato un sito dati USA; il grafico sulla disoccupazione mostra la differenza tra i dati ufficiali e quelli reali (la definizione di reale, non conoscendo il metodo, non è assoluta).
      Non so se il metodo di calcolo usato dagli istituti di statistica ufficiali mondiali sia omogeneo, ma il dato "assolutamente scientifico" che sembra emergere è che tutto il mondo è paese.
      Ognuno mostra quello che gli serve, sta a noi approfondire, come si insegna qui.
      Scusate le banalità, avendo poche basi a me servono.

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  3. Immagino che nel calcolo della disoccupazione totale vengano esclusi gli emigranti economici in quanto NON piu' residenti .
    Se e' cosi ' il dato per tante nazioni compresa la nostra potrebbe sensibilmente peggiorare .

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    1. Scusa: gli emigranti, se erano attivi (cioè occupati o disoccupati), vengono sottratti dal numeratore e dal denominatore, quindi mi sa che hai detto una fregnaccia. Se il paese ha un tasso di disoccupazione all'11% (cioè a 11/100) perché ci sono 11 disoccupati su una forza lavoro di 100, quando un disoccupato emigra il rapporto diventa 10/99, quando ne emigrano due diventa 9/98, ecc. Vedi tu se il rapporto aumenta o diminuisce. In realtà l'emigrazione magicamente "risolve" il problema...

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    2. Eggia ' ...la matematica , scusate.
      E' che quando nella mia testa penso alla disoccupazione/sottoccupazione penso al valore numerico del numeratore .
      Faccio un esempio ; se il Portogallo conosce una relativa ripresa , e' anche vero che ha perso milioni di giovani perche' emigrati e questi mi sembra di capire sono quasi sempre laureati o con titolo di studio superiore , quindi potenzialmente fanno un danno anche maggiore nella struttura socio/economkca di chi rimane .
      Se penso a chi e' recentemente partito dalla mia citta' e che conosco , mi vengono immediatamente in mente due architetti e un laureato in farmacia ( Texas per aprire attivita' nel food ) due lauree in Sociologia ( Turismo a Londra ) un Geologo ( Danimarca Oil& Gas ) ...

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  4. Premesso che bisognerebbe capire il peso del lavoro sommerso nelle stime per l'Italia, attenzione all'utilizzo dei dati sulla disoccupazione giovanile. Il rischio che siano sfruttati per altre misure sull'offerta riducendo gli oneri.contributivi a carico delle imprese (modello job act) senza risultati utili. Notate come dopo i risultati sul referendum tutti hanno scoperto i ggiovani (che hanno votato in massa contro la riforma). Attenziome.anche alla proposta 25 per tutti che nasconde la fine del servizio sanitari o nazionale...

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    1. Non capisco cosa c'entri questo commento visto che non ho presentato l'analisi suddivisa per classi di età.

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  5. ho provato a cercare i dati sul sito eurostat ma ho trovato solo quelli relativi al part time involontario

    1. part time involontario http://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/show.do?dataset=lfsa_eppgai&lang=en (il download del file excel non funziona ho usato il file csv)

    2. Inactive population by sex, age and citizenship http://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/show.do?dataset=lfsa_igan&lang=en
    che però non è il tasso di popolazione inattiva

    3. seeking employment-not ilo unemployed: non ho trovato niente

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    1. Non è semplice, credo bisogni partire da qui, armarsi di pazienza e cercare.
      Non trascuriamo di consultare questa pagina che è preziosa fonte di informazioni (anche link di siti dati) oltre a contenere utili istruzioni.

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  6. fa impressione anche vedere la finlandia appena prima dei piigs...

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    1. Fa impressione ma non è una sorpresa per chi frequenta questo blog o ha letto questo.

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  7. La manipolazione, un termine più appropriato sarebbe "mistificazione" dei dati, è una delle condizioni essenziali per la sopravvivenza del neoliberalismo.
    Per il liberalismo classico gli indicatori economici erano semplicemente funzionali all'attività economica, perchè la società politica, basata su vari tipi di esclusione (censo, sesso, razza e religione), aveva naturalmente il controllo dello Stato e delle sue funzioni.
    Per il neoliberalismo, al tempo del suffragio universale, della società di massa, il controllo dello Stato e il suo ruolo nell'economia, è divenuto decisamente più problematico e meno scontato. Da quì l'esigenza di ristrutturare continuamente, attraverso la manipolazione dei dati economici, in primis i dati sull'occupazione e sul PIL, la facciata di un edificio dalle strutture pericolanti. Pertanto, questi dati hanno valore politico, ancor prima che economico, e al momento, almeno nei paesi occidentali, rappresentano il terreno principale della lotta di classe.
    Non si dimentichi che la troika, appena sbarcata ad Atene, pretese ed ottenne, nonostante le resistenze, il controllo del servizio statistico nazionale.
    E' un lavoro improbo contrastare questa mistificazione neoliberista, ma dobbiamo esserne certi, non è un lavoro come quello di Sisifo.

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  8. Poi ti ritrovi a cena, dal tuo piddino di fiducia e te la mena dicendo che l'ultimo bando di lavoro per l'assunzione di cinque sarte, è andato inevaso (bando limitato a neo laureati di un'università privata). Che è tutta colpa dei giovani d'oggi, asettici, poco motivati, senza predisposizione al sacrificio, con la testa tra le nuvole, senza capacità imprenditoriale.
    "Se lavorassero gratis, la crisi si risolverebbe in 3 mesi".

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    1. p.s l'amico di cui vi ho parlato non è Toscani ( l'ho linkato perché veniva citato durante la cena )

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  9. Ma si, ne usciremo alla grande, lavoro nero per il 30%della popolazione e via...perfetto, niente stato ladro di mezzo

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  10. Fortuna che mi tengo lontano da tivvù Tg e carta stampata, perché spesso come ora mi viene il voltastomaco a sentire quello che la gente (non) pensa e dice.
    Andrà sempre peggio...almeno fino alla pubblicazione del prossimo post.

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    1. Idem per me. Mi fa male alla salute.

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  11. Scusate, nella mia ignoranza non capisco perché includere il part time involontario.
    Se una persona fa un lavoro part time ma ne vorrebbe uno full time, è pur sempre un occupato. Questo genere di sfumatura non varrebbe -dal mio punto di vista- solo per analisi di dinamica del mercato del lavoro?altrimenti bisognerebbe includere anche quelli che il full time ce l'hanno ma vorrebbero avere un part time, oppure quelli che fanno un lavoro che non gli piace e lo vorrebbero cambiare?
    Mi sembrava strano, tutto qui, per questo chiedo si è qui per imparare.
    Insomma, se fossi un piddino andrei berciando che "i populisti gonfiano i dati sulla disoccupazione".

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    1. Diciamo che a me crea più problemi metodologici l'inclusione degli scoraggiati, per problemi che spiego nel prossimo post. Un lavoratore che vorrebbe un full-time tecnicamente è sottoccupato. Non vedo alcun problema metodologico nel valutare l'incidenza percentuale dei sottoccupati e credo che nessun piddino dovrebbe lamentarsene.

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    2. @Alfonso
      cosa, piddino o populista?

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    3. C'è scritto se fossi piddino o se fossi populista?

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  12. Ciao a tutti, esco dal consueto lurkeraggio per aggiungere che, come professionista a p.iva che ringrazia Iddio di avere un part time come dipendente, conosco schiere di colleghi e di professionisti di altri settori che non vivrebbero senza il decisivo sostegno del coniuge/genitore/nonno/etc nonostante alcuni di loro lavorino fino allo sfinimento. Considerando che il D.Lgs 150/2015 sui nuovi servizi al lavoro impedisce ai possessori di p.iva attiva da meno di un anno di dichiarare lo stato di disoccupazione presso i centri per l'impiego (con una singola fattura attiva già si è estromessi dal diritto), questi sono ad oggi considerati dalle statistiche come occupati. Non so quale peso statistico abbiano ma è una categoria che,credo, andrebbe aggiunta al grafico

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    1. Rientro nella categoria di cui parli. Anzi peggio: partita IVA con 12 fatture l'anno per non arrivare neppure a 20.000 euro (lordi).

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  13. Thanks for this. This was exactly what I was looking for when I got into a heated online discussion with a Remainer this week about the real situation here in southern Europe, particularly with regards true unemployment figures in Italy comparative with rest of EU. I also went to the Eurostat website during my research but couldn't find anything useful. Look forward to learning about your longitudinal data tomorrow. Thanks.

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  14. Scommetto che era vestito di nero. :)

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  15. Ma io che sono costretto a un part-time in cui in teoria si dovrebbe lavorare per 38 ore settimanali ma in pratica si lavora per 40 - 45 ore come mi devo considerare? Full-extra-part-time involontario? Naturalmente con questa forma contrattuale, in caso di diminuzione degli appalti, le ore potrebbero calare rapidamente e senza troppi problemi burocratici a 16 o 24. E' Laflessibilità, bellezza.

    Post scriptum: scusatemi, mi presentai mesi fa con la frase "Non sono un economista": non ero entrato nello spirito del blog e ne ignoravo certe regole non scritte. Sono pure un ex piddino (le ho proprio tutte penserete). In ogni caso sto studiando, il problema è che l'ho presa alla larga, con Ricardo, Marx e compagnia. Ringrazio Bagnai per avermi aperto gli occhi.

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  16. Poi ci sono i pienamente occupati con la sedia ampiamente imbottita di esplosivo: gli occupati cioè di società acquistate da stranieri, con l'intento già messo nero su bianco nei propri piani di business, di ottimizzare i costi con le proprie consociate.

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