mercoledì 14 febbraio 2018

Da indi scese folgorando a Iuba (diario di campagna)

(...dopo un "alea iacta est" di questa portata, diciamo che ci sta...)

Solo date e luoghi. I dettagli non ho tempo di darveli.

14 febbraio

Oggi pomeriggio sono a Orsogna.



15 febbraio

Domani sarò nella Marsica (Avezzano, 16:30, incontro pubblico al comitato elettorale di via Diaz 29) e a L'Aquila (18:30, incontro pubblico al comitato elettorale di Corso Vittorio Emanuele 7), in ottima compagnia:

16 febbraio

La mattina sarò a Chieti, per un incontro pubblico alla Casina dei Tigli nella villa comunale (ore 10:30). Il pomeriggio, invece, come sapete, sarò a Siena a Palazzo Patrizi con Claudio:

17 febbraio

Alle 10 sarò a Impruneta, dove andavo da bambino e mai mi sarei immaginato di tornare in veste di candidato. Mi ci troverete alle 10, al Cinema Buondelmonti:


Poi, sulla strada di casa (quale?), passerò a Reggello per l'inaugurazione di un comitato elettorale (alle 15:30).


Con l'aiuto del Signore potrò dormire a Roma, e poi...

18 febbraio

Alle 18 sarò a Frosinone.

20 febbraio

Alle 20 sarò a Penne.

21 febbraio

Alle 18 sarò al Palazzo Conti Gentili di Alatri.

22 febbraio

Pescara

23 febbraio

Lucca

24 febbraio



(questo è il manifesto per gli amici abruzzesi ma io andrò alla manifestazione da Firenze e a Firenze tornerò, perché...)

25 febbraio

Domenica Jacopo mi presenta ai miei compatrioti:


26 febbraio

Sarò a Roma, al Club Canova, per un incontro pubblico che si terrà alle 18:30 al Parco dei Principi e del quale vi fornirò presto le specifiche (occorre prenotarsi).

27 febbraio

Chieti.

28 febbraio

Avrò vari incontri a Firenze.

29 febbraio

...per fortuna non c'è!

1° marzo

Livorno (boia dé, ci sarà anche iBborghi...).

2 marzo

Teramo.



Poi sarà quel che Dio vorrà, ma avrò la coscienza a posto.

Dieu et mon droit!


(...mi dispiace, temo proprio che dovrò rinunciare a recarmi negli studi delle grandi reti nazionali, dove ascoltare compito per ore ed ore tonnellate di lievi imprecisioni pronunciate con comica sicumera da "zero tituli" cujus nomen est legio, fino al momento di poter piazzare due concetti di buon senso a ridosso della pubblicità, col conduttore che ti rema contro. Preferisco ascoltare il popolo, e parlare senza intermediari. Forse sarà meno utile, ma è senz'altro più emozionante, e sinceramente me lo merito. Quando, poi, il popolo si sarà espresso, qualcosa mi dice che la distribuzione degli stacchi pubblicitari sarà lievemente meno avversa a me e a Claudio. Non so perché mi viene in mente, è solo una sensazione. E scusate se vi trascuro: in fondo lo avete sempre saputo che ero un populista...)

(...ringrazio molto tutti quelli che mi scrivono per chiedermi se mangio, dormo, mi copro, ecc. Siete molto materni. Sto facendo la cosa giusta, e non c'è miglior farmaco di questo per l'anima e, quindi, il corpo. Dormo sei ore filate, quot sufficit, non ingrasso, non dimagrisco, vado a correre, ecc. Come credo di avervi già spiegato a suo tempo, siamo arrivati a quel momento della storia in cui il dissenso è incarnato da forze reazionarie, ovvero, come ho detto oggi su La Nazione di Firenze, in cui è giusto stare dalla parte sbagliata. Quindi, state tranquilli, e non inviatemi email inutili. Potreste correre il rischio di ricevere una risposta un po' rude. Non c'è nulla che possiate aggiungere alle mie conoscenze, e, laddove vi fosse, non avrei tempo per tenerne conto. Ora siamo al galoppo. Di fronte a me c'è quella linea, la conoscete, il tremendo limite dell'ignoto e del terrore. Devo solo restare in sella: non sono alla prima carica. Quando mi chiedono trepidi "come stai" rispondo asciutto: "come prima"! Questa è esattamente la vita che facevo prima, e lo sapete: sempre in giro, sempre dibattiti, sempre tentativi piuttosto squallidi di screditarmi o diffamarmi, ecc. Ma prima era fine pena mai. Ora invece c'è un traguardo. I convenevoli ce li riserviamo per quando lo avremo superato...)

Come contribuire alla mia campagna

Carissimi,

devo scusarmi con voi perché nel turbinio degli eventi non sono riuscito a darvi indicazioni complete su come contribuire alla mia campagna elettorale. Questo ha comportato che alcuni di voi si siano visti ritornare i bonifici, senza particolari spiegazioni. Il punto è che per giuste esigenze di trasparenza i contributi alla campagna elettorale devono recare una serie di indicazioni specifiche che permettano di tracciare la transazione effettuata. Ho fatto le opportune verifiche per accertare, a mia volta, che fornendo queste informazioni non vi facessi correre il rischio di violazioni della vostra privacy (visto che poi i rendiconti dovranno essere pubblici). La vostra privacy sarà al sicuro, e i vostri soldi mi arriveranno, se procederete come indicato qua sotto, dove vi fornisco tutte le informazioni necessarie.


================INIZIO INFORMAZIONI NECESSARIE=================



Banca: Unicredit SPA

Filiale: Agenzia 30207 di Castelnuovo di Porto

Intestazione: “PIETRO DEGLI EFFETTI MANDATARIO ELETTORALE DI ALBERTO BAGNAI”

Coordinate bancarie: IBAN IT23D0200839011000105105898 COLLEGIO ABRUZZO

Coordinate bancarie: IBAN IT63O0200839011000105106164 COLLEGIO TOSCANA

Nel campo relativo all’ordinante:
se persona fisica, nome cognome e indirizzo
se persona giuridica, denominazione e sede;


Nel campo note:
se persona fisica, data di nascita ed estremi del documento di identità (tipo, numero, ente rilasciante e data di rilascio);
se persona giuridica, generalità di chi agisce per conto della persona giuridica e relativo documento di identità (tipo, numero, ente rilasciante e data di rilascio);


Nel campo causale del bonifico:

“contributo per la campagna elettorale di Alberto Bagnai, ordinante identificato a termini di legge”
 
================FINE INFORMAZIONI NECESSARIE=================
 




In caso di dubbi, o per segnalarci un avvenuto pagamento, vi prego di contattare per email il mio mandatario elettorale all'indirizzo: pietro.deglieffetti@gmail.com.
Personalmente trovo ridondante che in caso di bonifico online si debba specificare che l'ordinante è stato identificato. Ciò ha senz'altro senso nel caso in cui qualcuno si presenti a uno sportello con una mazzetta di banconote di incerta provenienza! Tuttavia, non entro in questo. L'istituto di credito lo richiede, e avrà i suoi motivi per farlo (peraltro, sono anch'io cliente Unicredit e non mi son mai trovato male, quindi non ho motivi per non fidarmi). Mettendo i vostri dati personali nel campo "note" essi non corrono alcun rischio in termini di privacy.

Sempre a proposito di privacy, vi ricordo che in caso di contributi superiori a 5000 euro il rendiconto, che sarà liberamente consultabile presso la Corte d'Appello del collegio elettorale, dovrà riportare il nome del sostenitore.

La seccatura è che in alcuni servizi di home banking non trovate un campo "note" nel quale inserire questi dati identificativi. Ciò significa che quando vi torneranno indietro i bonifici che non avessero tutte queste indicazioni (stanno già tornando indietro), se avrete ancora voglia di contribuire, probabilmente dovrete recarvi a uno sportello bancario. Mi rendo conto che è una perdita di tempo e mi spiace, però dura lex sed lex.

Il fatto che l'onestah come categoria politica cominci a mostrare i suoi limiti (da noi evidenziati anni addietro) ovviamente non ci esime dagli obblighi di trasparenza. Onesti si nasce, e il rispetto per le istituzioni lo diamo per scontato: le battaglie si fanno su altre cose, ad esempio sul diritto della nostra comunità (quella italiana) ad autodeterminarsi. Mi scuso ancora per questa falsa partenza e vi ringrazio fin da ora per il vostro sostegno.

Seguirà, appena avrò un attimo di tempo (ora ho lezione), il calendario della campagna. Sarò ovunque, anche se non allo stesso tempo (ho i miei limiti), e quindi avremo molte occasioni di incontro.

domenica 11 febbraio 2018

Torrice

La campagna, nel Lazio, l'ho aperta in televisione a Omnibus, come ricorderete. Il fatto che col mio lavoro abbia avuto accesso ai media naturalmente non vuol dire che non voglia andare sul territorio, al contrario! Scusandomi per lo scarso preavviso, vi segnalo che alle 18 sarò a Torrice, vicino a Frosinone, il paese che ospita le Torri cosmiche, un parco del tempo, quel tempo che ci sta dando ragione, e al quale mi sembra quindi doveroso rendere una visita di cortesia...

Spero che qualcuno riesca a raggiungermi nonostante lo scarso preavviso.

I commenti al blog continuano a essere chiusi perché continuerei a non potervi rispondere. Fra l'altro, commenti del tipo "ma io non ho Facebook, ma a me non piace Twitter, ecc." mi lasciano sinceramente un po' interdetto. Voi come reagireste, se steste combattendo per il vostro paese, e uno dei vostri vi dicesse "però io il moschetto non lo voglio, preferisco l'alabarda?". Con questo spirito non credo si vada molto lontano. I social sono l'unico strumento che abbiamo per diffondere il nostro messaggio, ma naturalmente ognuno si attrezza e si regola come crede. Per rinunciare ai commenti inutili mi privo anche dei sempre graditi cenni di apprezzamento e delle sempre utili critiche. So che mi volete bene. La lettera più bella che ho ricevuto è di una persona che non mi voterà, un architetto incontrato per strada (lui sa chi è). Va bene così: sono sfuggito dalla sinistra per tutelare la mia libertà (come gli ho spiegato in una lunga e piacevole chiacchierata), figuratemi se posso offendermi perché qualcuno esercita la propria!

Spero di poter presto tornare a un pieno dialogo qui, e comunque su Facebook e Twitter i commenti sono liberi (ma mi scuserete se non mi va di attaccare briga: ora ci sono cose più serie da fare, e esorto anche voi a lasciare che il tempo lavori per noi: i ragli degli asini non salgono in cielo).

venerdì 9 febbraio 2018

Comincia la campagna: armatemi e partiamo!

(...in farmacia...)

Io: "Buongiorno. Mi dà lo Xwjjxwh. Quante scatole servono? Devo stare sotto copertura fino alla fine della campagna elettorale..."

Dottoressa: "Allora ne servono tre. Aspetti che gliele prendo... Ma sta prendendo anche i fermenti, o un ricostituente?"

Io: "Sì, ma comunque accetto consigli. Sa, è un periodo un po' stressante, mi sono candidato..."

Dottoressa: "Ah, ecco perché diceva: fino alla fine della campagna!"

Altra dottoressa: "Ma veramente? E con che partito?"

Io: "Non glielo dico..."

Altra dottoressa: "Eh, no, adesso ce lo deve dire!"

Io, invitandole ad avvicinarsi, sussurro: "Lega!"

Altra dottoressa: "Non l'avrei mai detto: prenderà un sacco di voti".

Io: "Grazie: intanto, aiutatemi ad arrivare vivo al 5 marzo..."



Dal chirurgo all'elettrauto, dal notaio al piastrellista, la mia vita è un continuo comizio, in cui chi incontro si accalora a convincermi che dovrei votare Lega, nonostante io sia di sinistra. Io li lascio parlare, e poi spiego che in effetti ci stavo già pensando...

Bene. Nel caso ci steste pensando anche voi, è arrivato il momento di dimostrarlo. Ho nominato il mandatario elettorale, e ho aperto due conti, rispettivamente per il collegio Abruzzo e per il collegio Toscana 1. Questi gli IBAN ai quali potete far arrivare i vostri contributi:

Abruzzo: IBAN IT23D0200839011000105105898

Toscana 1: IBAN IT63O0200839011000105106164


L'intestazione del conto, in entrambi i casi, è:

"Pietro Degli Effetti mandatario elettorale di Alberto Bagnai". 


Naturalmente, gli elettori di questi collegi contribuiranno sui conti dei rispettivi collegi. Per chi si trova in altri territori, suggerisco, se possibile, di dividere il contributo fra i due conti, sapendo che è una seccatura, perché comporta una spesa bancaria in più, e anche perché questi contributi non sono fiscalmente deducibili. Sto cercando di capire quanto mi occorre realmente, e vi terrò al corrente di quanto avremo raccolto (il primo saldo ve lo comunicherò martedì).

Un discorso a parte vale per il collegio Lazio 3. Visto che è a portata di mano (letteralmente a 20 minuti di automobile), conto di fare campagna senza superare i limiti che impongono l'apertura di un conto e la nomina di un mandatario (ma naturalmente dovrò rendicontare le spese). A questo proposito, vi segnalo fin da ora che sarò il 21 ad Alatri con il coordinatore regionale Francesco Zicchieri e la mia collega candidata nel collegio senatoriale Lazio 3, Kristalia Papaevangeliu, per parlare di come evitare la tragica fine della Grecia.

Se volete seguire la mia campagna, vi suggerisco di seguire la mia pagina Facebook (ho aperto anche la pagina, oltre al profilo che forse già seguivate). Per ora posso dirvi che sarò (in no particular order) a L'Aquila, nella Marsica, a Chieti, a Lucca, a Firenze, ecc., e fuori collegio a Bologna (oggi) e a Siena. Twitter e Facebook vi terranno informati. Il blog non credo di riuscire a gestirlo con la consueta assiduità, ma sono sicuro di trovare la vostra comprensione, o, almeno, quella dei tanti che hanno approvato la mia scelta. Agli altri va il mio rispetto e l'esortazione a continuare comunque, anche in un altro schieramento, la lotta per la liberazione del nostro paese.


(...a quelli che lottano con me, invece, chiedo un minimo di elasticità mentale, così evitiamo di sprecare inchiostro scrivendo le cose in corpo millantamila, ok!? Dai, che l'obiettivo è vicino, anche se è solo il punto di partenza di un nuovo percorso di lotta...)

martedì 6 febbraio 2018

Roma-Pescara-Firenze-Roma

(...per un totale di 825 kilometri...)

Sì, lo so, la bicicletta l'ho voluta io, e quindi ora pedalo. Va bene così. Nominato il mandatario, aperti i conti per il finanziamento della campagna, in settimana vi darò le coordinate, e nel frattempo la campagna elettorale si apre con un discreto slancio.

Domani a Pescara c'è questo:


poi a Firenze c'è questo:


poi rimbalzo a Roma, perché giovedì a Colonnella (che voi non sapete dov'è, ma io sì, perché lì vicino porto Uga a cavallo) c'è questo:


dopo di che rimbalzo nuovamente a Roma, perché poi venerdì a Bologna c'è questo:

(per registrarvi, il link è questo).

Insomma: esattamente la vita di prima, con un vantaggio, però: che prima era "fine pena mai", mentre ora devo solo arrivare fino al 2 marzo. Poi, il 5, avrò vinto o avrò perso, ma qualcosa sarà cambiato. D'altra parte, ormai mi conoscete: io non combatto per vincere (altrimenti non mi sarei messo da solo di traverso a gente importante), combatto per combattere. Per questo vinco. E siccome, se mi conoscete, saprete anche (credo) che lo sto facendo soprattutto per voi, so che non sarete pigri e che farete vedere che ci siete, e che della svolta inevitabile, quella che nel 2011 temevo, come ricorderete, e che ora, per una strana eterogenesi dei fini, auspico per tanti motivi, fra i quali quello di poter continuare ad esprimermi, di quella svolta vorrete essere protagonisti, non solo spettatori.

Questo me lo dovete, e so che non tutti mi lascerete solo.

Commenti chiusi: ho migliaia di pratiche burocratiche da sbrigare, e di email da gestire. Tornerà il tempo delle piacevoli conversazioni. Per inciso: quando tornerà, voi adatterete i toni alla circostanza, e sarete molto cortesi con i troll...

venerdì 2 febbraio 2018

L'immigrazione è la prosecuzione della deflazione con altri mezzi?

(...informazioni di servizio: gli eventi accelerano, le cose da fare sono tante. Io voglio fare campagna elettorale, e la farò. Considerando che due settimane fa nemmeno pensavo di candidarmi, vi immaginate la mole di lavoro. In particolare, sto mettendo su un comitato elettorale - quindi altri passaggi dal notaio, altra giusta e santa burocrazia, ecc. - in modo che chi desidera sostenere la mia attività politica possa farlo, nel rispetto della normativa vigente, e ovviamente senza interferire con il sostegno che desideriate eventualmente dare - o smettere di dare! - all'attività di ricerca di a/simmetrie. Quest'ultima non è, né può essere, il mio comitato elettorale, per il semplice motivo che, per quanto siano minoritari, fra quelli che l'hanno sostenuta, permettendoci di presentare e pubblicare in sedi prestigiose ricerche su temi quali l'impatto della svalutazione sul saldo commerciale o sul prezzo della benzina, la relazione fra ingresso nell'euro e declino dell'economia italiana, le conseguenze macroeconomiche di un'uscita dall'euro, le tendenze oggettive alla disintegrazione dell'eurozona, bene: fra quelli che hanno contribuito a finanziare queste ricerche c'è certamente qualcuno che disapprova la mia scelta, con argomenti più o meno propri - molti la disapprovano con gli argomenti dei media, e in quel caso il lutto si autoelabora in un attimo! In ogni caso, io sono tenuto a rispettare la loro sensibilità, e se anche non volessi farlo, me lo imporrebbe la legge. La prossima settimana chi desidera contribuire alla mia campagna avrà istruzioni chiare su come farlo - e io avrò idee più chiare dei costi. Nel frattempo, vorrei condividere con voi una lettera che ricevo da uno dei miei collegi - non vi posso dire quale. La scrive un nemico del popolo, un imprenditore! Ovvove! Ma ormai sono nemico del popolo anch'io... Per fortuna, però, c'è chi il popolo lo difende, come apprenderete leggendo. Dagli amici mi guardi Iddio...)


Buon giorno Alberto, 

Ho aspettato un po’ a scriverti, ma non posso esimermi dal dirti che sono felicissimo della tua candidatura.  Capisco benissimo quanto possa esserti costato candidarti con una forza “di destra” che però in questo momento porta avanti istanze e proposte politiche che dovrebbero essere appannaggio della “sinistra”, il discorso è stato sviscerato mille volte sul blog e non mi sento di aggiungere nient’altro a quanto già detto.

Volevo solo farti presente che la famosa cooperativa Deflattori&Co., già oggetto di una mia mail due anni fa, si è rifatta avanti riproponendomi di accogliere in azienda stranieri extracomunitari tirocinanti con il solo obbligo per me di fornire loro il vitto.

Dopo due anni la situazione economica della mia azienda non è certo migliorata e la proposta di avere persone extracomunitarie che lavorano gratis, pagate una miseria con fondi pubblici, mi sembra ancora moralmente oscena, come due anni fa, con la differenza che il punto di non ritorno per le aziende si sta avvicinando e la necessità potrebbe in futuro, avere la meglio sulle categorie morali… si mi vergogno a scrivere queste cose, preferirei mangiare pane e acqua che cedere a questo tipo di lavoro semischiavistico, ma per quanto ancora potremo resistere?

E poi se lo stato Italiano ha queste risorse a disposizione perché non le usa per l’inserimento al lavoro dei nostri giovani?   Io ho appena effettuato dei colloqui di lavoro e prevedo di inserire due giovani in azienda per la prossima stagione a stipendio pieno ed assunzione stagionale con contratto nazionale di lavoro, però mi chiedo: se lo stato utilizzasse i fondi destinati agli extracomunitari entrati in maniera irregolare in Italia, per favorire l’inserimento dei nostri giovani, magari ne avrei potuti assumere tre invece di due.  Ed ancora se i miei concorrenti invece utilizzeranno le “risorse” extracomunitarie a costo quasi zero, non finiranno per buttare me ed i due giovani appena assunti fuori mercato? Ed allora l’uso di categorie morali nelle scelte economiche si rivelerà un lusso che non ci potremo più permettere, i nostri giovani perderanno il lavoro e saranno costretti ad emigrare per non morire di fame e saranno sostituiti da giovani extracomunitari disperati, disposti a lavorare per un tozzo di pane.  Il tutto con il plauso e l’incoraggiamento di quella che fu la sinistra e che oggi è diventata la serva del grande capitale, ai cui ricatti ed imposizioni si inchina sempre, pronta a servire e riverire in cambio del tozzo di pane dello sfruttamento del business dell’accoglienza e delle ONG.

Se perderemo queste elezioni per noi non ci sarà più speranza e la nostra amata patria, l’Italia, tornerà ad essere un’espressione geografica dando così ragione postuma a Metternich.

Milioni di morti per l’indipendenza della Patria, della nostra Italia, si rivolteranno nelle tombe, il loro sacrificio negletto ed inutile sarà la nostra eterna vergogna, lo zio di mio padre sarà morto invano, in seguito ai maltrattamenti subiti in un lager nazista, per non aver voluto cedere dopo l’8 settembre e non essersi voluto arrendere ai nemici della nostra patria. Prima della fine della guerra, stremato per le privazioni e le torture subite, riuscì comunque a fuggire ed attraversando tutta l’Europa a piedi, a tornare a casa dove è morto pochi mesi dopo, a causa di ciò che aveva dovuto patire, ma stando a ciò che mi ha raccontato mio padre, morì felice perché era tornato a casa sua, liberata dai nemici invasori, aggiungo io anche per merito suo e del non essersi voluto arrendere e sottomettere. Ha tenuto la schiena dritta ed ha pagato con la vita.

Per questo oggi ti dico grazie per esserti speso ed esposto in prima persona, per questo continuerò a sostenerti ancora più convintamente di quanto abbia fatto finora ed a tutti quelli che ancora fanno distinguo e non si sentono di votarti e votare la Lega che ti ha candidato vorrei dire che noi siamo in guerra ed in guerra bisogna decidere da che parte si sta.

Se siete ITALIANI ed avete a cuore la difesa di ciò che è la nostra PATRIA per la quale milioni di persone si sono sacrificate allora non potete, non dovete tirarvi indietro. Questa è l’ultima chiamata, l’ultima occasione, le anime belle, i sepolcri imbiancati pensino ai loro vecchi ed a ciò che hanno fatto e patito per realizzare quello che adesso viene così allegramento distrutto e svenduto dalla cosiddetta sinistra e dagli stessi cinque stelle che ormai, gettata la maschera, sono totalmente appiattiti sull’eurismo delle elite.

Non svendete il nostro paese, onorate i nostri morti e date il vostro pieno sostegno ad Alberto Bagnai ed alla Lega che lo ha voluto fra le sue file.

Forse mi sono lasciato un po’ andare, ma siamo in campagna elettorale e dopo molti anni abbiamo di nuovo la possibilità di dire la nostra con il nostro voto, non sprechiamo questa oppurtunità, perché potrebbe essere l’ultima.

Grazie Alberto

Mario Bianchi (o Paolo Rossi)



(...le considerazioni da svolgere sarebbero tantissime. Vorrei partire da quella che mi sta più a cuore. Nel mondo esistono anche i profughi e i perseguitati, cioè le persone che hanno diritto allo statuto giuridico di rifugiati secondo la Convenzione di Ginevra del 1951, che stabilisce una serie di giuste tutele, inclusa quella che in determinati casi l'entrata illegale nel territorio del paese ospitante non può essere sanzionata. L'aspetto più disumano delle politiche prima fatte, e poi rinnegate, dall'attuale establishment, è appunto quello di rendere eccessivamente oneroso discriminare fra chi ha diritto alle tutele previste dai trattati e chi non lo ha. L'ingiustizia verso i veri bisognosi di rifugio è enorme. Poi, c'è un ulteriore problema, quello dell'integrazione, parola che nel vocabolario ha un significato (assimilazione di un individuo in un ambiente sociale), e nel linguaggio dei politici spesso pare abbia il significato diametralmente opposto (portando a farseschi, ma inquietanti, casi di eccesso di zelo). Ora, capite bene che l'integrazione non si può fare coi metodi che la cooperativa Deflattori&Co. mette in pratica, per il semplice motivo che l'esito di un simile percorso non è l'integrazione, in nessuno dei sensi che questo termine assume, ma la guerra fra poveri, che è una cosa diversa, ed è in effetti il vero scopo del gioco del capitale. Il punto, molto semplice, è che se importi forza lavoro in un paese in cui la disoccupazione U6 è a livelli stellari - il che significa, per parlare spiccio, che se tecnicamente è senza lavoro circa un decimo della forza lavoro, praticamente un terzo della forza lavoro non ha un lavoro che gli consenta di campare una famiglia - poi l'integrazione la devi fare con questi metodi evidentemente malsani, che falsano la concorrenza, mettendo fuori mercato gli imprenditori con una maggiore sensibilità etica, e anche più efficienti (visto che riescono a stare a galla nonostante gli oneri che gravano sulle assunzioni regolari). Del resto, lo stesso Stiglitz, nel suo libro, ci ammonisce: dovete far diminuire la disoccupazione, altrimenti poi gli immigrati non si trovano bene - ricordate la recensione? E qui si arriva al nodo, al solito nodo: l'Europa ci impone fardelli, come quello dell'accoglienza, che poi non ci mette in condizioni oggettive di sostenere (la prima condizione sarebbe un'economia sana, libera da regole assurde e naturalmente nel pieno possesso della sovranità monetaria), fardelli che si guarda bene dal condividere, e che alleggerisce di tanto in tanto per motivi elettoralistici, quando teme che la pentola a pressione possa esplodere. Vedete ora affollarsi palinodie e notizie più o meno credibili: Themis al posto di Triton cambierà tutto... per non cambiare nulla! Ma intanto il titolo è fatto, e il popolo si placa.

Ammirate l'eterogenesi dei fini!

Questa sinistra composta da intellettuali così attenti, da giovani, a criticare il dogma liberista della perfetta mobilità dei fattori produttivi (capitale e lavoro), si è poi convertita. Le liberalizzazioni sono diventate "di sinistra" perché il mercato ha sempre ragione, anche quello degli schiavi. Io pensavo che fosse possibile far capire alle sedicenti élite progressiste come lasciare la briglia sul collo al capitale finanziario non porti né alla prosperità né alla pace sociale. Non ci sono riuscito, nonostante una crisi bancaria piuttosto evidente. Per fortuna il popolo ha capito da solo che la perfetta mobilità dell'altro fattore di produzione, il lavoro, non è sempre cosa buona e giusta, e il 4 marzo se ne ricorderà...)

martedì 30 gennaio 2018

Perché i media (e il mio gentile avversario) hanno paura di nominarmi

(...scusate: fare l'intellettuale mi prendeva già parecchio tempo, ma ora di tempo ne ho decisamente molto meno. Come sapete, ho sempre guardato con grande scetticismo quelli che "i politici nun fanno gnente, è tutto un magna magna", e via grilleggiando. Non sono ancora un politico, e già ho il mio bel da fare, non fosse che a rispondervi. Nel frattempo, continua il giochino dei media: storpiare il mio nome di battesimo. Ormai è chiaro che una certa faciloneria e la fretta cui i giornalisti sono condannati - dalla Natura matrigna e dalla società dei consumi - c'entrano poco. Quello che desiderano, i megafoni del capitale estero, è che voi non arriviate qui. E perché lo desiderano? Ma è chiaro: perché quando ci arrivate succede questo...)


Costanza Bonacieux ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Sul voto": 

Gentile professor Bagnai, 
dal 2010 al 2015 ho avuto problemi familiari gravi che hanno assorbito tutte le mie energie, poi ho incontrato il libro di Gustavo Zagrebelski “Contro la dittatura del presente. Perché è necessario un discorso sui fini”, Laterza-La repubblica, 2014, che ha cominciato a dare qualche risposta alle domande che mi facevo da almeno quindici/vent'anni sulla situazione italiana che stava andando sempre più verso l'ingiustizia e la disuguaglianza sociale, sul motivo per cui stavamo perdendo, negli anni, quei diritti che le mondine avevano rivendicato - col sudore e il sangue - anche per noi.
Lei, l'avevo vista di sfuggita in una trasmissione televisiva alcuni anni fa, e mi aveva fatto istintivamente un'ottima impressione, tanto che mi ero ripromessa di cercare il suo libro sul tramonto dell'euro per approfondire l'argomento; ma, un po' perché di economia non ho mai capito un fico e un po' per i motivi familiari di cui sopra, non ne ho fatto nulla.
In questi ultimi due mesi mi è capitato di trovare su YouTube due sue interviste sul canale Byoblu (“Ce lo chiede l'Europa” e “Dimenticatevi la democrazia”) e – pur continuando ad essere ignorante come una cucuzza in economia - ho cominciato a capire.
Dopo tanti anni, lei è la prima persona che sento fare discorsi “di sinistra”: lei parla con lucidità, coerenza, chiarezza, onestà, e anche con passione. 

È una cosa che consola, trovare ancora persone come lei.
In questi giorni sono bloccata in casa con la bronchite, ma mi sono già fatta un elenco di libri suoi, di Giacché e di altri studiosi ospitati nei convegni dell'associazione a/simmetrie da acquistare e leggere, e ho pensato di sostenere l'associazione con un contributo economico – modesto ma sentito.
Ormai ho visto almeno una trentina di ore di suoi interventi su YouTube, per cui due idee sono riuscita a metterle in fila, perfino nei miei neuroni a-economici.
Da circa tre mesi mi stavo lambiccando il cervello per trovare qualcuno da votare il 4 marzo, se non a cuor leggero, almeno senza avere il magone quando entrerò nel seggio, come mi è successo le ultime volte, quando, contrariamente alle mie abitudini, sono andata a votare a dieci minuti dalla chiusura dei seggi, per la pesantezza che sentivo in cuore.
Io odio votare per il meno peggio – sono sempre andata a votare da quando ho compiuto diciotto anni e ora ne ho cinquantatré - e ho sempre cercato qualcuno che fosse la scelta migliore per me, ma negli ultimi anni mantenermi fedele a questo modo di essere è diventato sempre più difficile.
Siccome io la considero affidabile anche umanamente (direi che, se la cosa non la offende, la considero ormai parte della mia famiglia) ed è oggettivamente molto più competente e informato di me, avevo mezzo pensato di scriverle sul blog chiedendo quale sarebbe potuto essere un voto sensato, nel panorama di macerie democratiche che abbiamo oggi in Italia.
Sappia quindi che la sua candidatura mi ha risolto un problema.
Fino a dieci giorni fa, se qualcuno mi avesse detto che avrei votato per la Lega gli avrei risposto che era ubriaco, e non potrò comunque votare lei direttamente perché io abito in Emilia-Romagna, ma lascerò andare ogni mia eventuale resistenza ideologica e voterò per la Lega, convintamente.
Grazie per il suo impegno, io ci sono.


Postato da Costanza Bonacieux in Goofynomics alle 29 gennaio 2018 22:05



(...grazie. Cercherò di non deluderti...)

(...ai giornalisti: in qua mensura mensi fueritis remetietur vobis. Ah, e tranquilli: non sono parole mie...)

(...a tutti gli altri: ho oltre cento commenti in coda. Prometto di rispondervi questa sera dopo le 17. Sarà la prima promessa da politico che... non manterrò! Intanto, per non rendere impossibile il mantenerla, blocco i commenti: ma è solo per non perdere le critiche che cominciano - finalmente! - ad arrivare...)

domenica 28 gennaio 2018

Sul voto

...un argomento sul quale torneremo spesso. Oggi lo faccio in modo particolarmente succinto, perché il tempo è poco e ho molto da studiare (anche per preparare le lezioni, che iniziano fra esattamente due settimane). Mi limito quindi a un'unica osservazione. Nelle tante lettere che ricevo, praticamente tutte di consenso, ricorrono frasi come "purtroppo non potrò votarla perché sono a Milano (o Palermo, o Udine, o wherever)", oppure "la voterei volentieri se capitasse nel mio collegio".

Devo dire che ho qualche difficoltà a capirne il senso. Lette così, queste frasi, pare dicano che sareste disposti ad aiutare me, ma non la squadra che mi sono scelto.

Ora, capisco che fra noi è maturato, lungo sette anni e quasi duemila post, un rapporto personale molto stretto. Io sono entrato nelle vostre famiglie (spesso nel modo sbagliato: i mariti si sono innamorati di me, e le mogli quindi, giustamente, mi odiano), e voi siete entrati nella mia. Abbiamo condiviso non solo le esperienze di lotta, i successi e gli insuccessi nell'impari tenzone con gli obnubilati "de sinistra", quelli che "sanno di sapere", quelli che hanno il coraggio delle idee altrui, e le difendono ultra vires sprezzanti del ridicolo, ma anche le esperienze di vita quotidiana, le foto delle vacanze, le gioie e le apprensioni per i nostri figli, i lutti, gli amori. Il legame che ci unisce fa di questa comunità un luogo speciale, e capisco quindi quale potrà essere la soddisfazione di chi troverà il mio nome sulla scheda. Molti sono miei amici, corrispondo con loro quasi quotidianamente, e sono lieto di aver dato loro questa gioia, la speranza di poter fare qualcosa di costruttivo: per questo dico che quale che sia l'esito, per me questa esperienza è già un successo.

Tuttavia, a me sembrano abbastanza chiare due cose, sulle quali magari tornerò con maggiori dettagli.

La prima è che avremmo comunque dovuto tutti votare Lega, per il semplice fatto che il potere che avversiamo perché ci opprime ci aveva chiaramente, se pure indirettamente, detto che questo era quanto gli faceva più paura (so che non ve ne siete accorti, quindi su questo senz'altro torneremo). La seconda è che, se veramente avete fiducia nella mia persona, allora dovete metterla in condizione di lavorare con efficacia, facendo qualsiasi cosa possa rafforzare il peso politico della squadra in cui ho deciso di schierarmi.

Roberta ieri sera mi diceva: "Ma sai, la gente non riesce a compiere uno strappo così lacerante con la propria storia politica: se tu sei sulla scheda, può giustificare ai propri occhi, e magari anche a quelli altrui, una scelta altrimenti incomprensibile".

Può darsi che sia così, mi rendo conto, ma allora, perdonatemi, per dimostrarvi che io non sono esattamente un politico (quindi...), vi dico una cosa, con umiltà e serenità: se proprio dovete vergognarvi nel votare Lega, l'unico partito che ha offerto un concreto spazio politico alle nostre idee più scomode e più urgenti, se proprio questa cosa vi fa sentire a disagio, bene: non fatelo, ma allora non votate nemmeno me! Voi non dovete rendere conto del vostro voto a niente e a nessuno, nemmeno alla vostra storia: il voto è libero e segreto, e dovete darlo guardando avanti. Voi non dovete metterci la faccia: la faccia ce l'ho messa io perché non doveste mettercela voi, e l'ho fatto intuendo i costi che avrebbe avuto. Siate prudenti come serpenti e semplici come colombe: inutile discutere con care persone che decenni di propaganda hanno trasformato in invasati pericolosi a se stessi e agli altri, perché ebbri di odio ideologico e presaghi di una meritata sconfitta che li consegna a un panico irrazionale e autodistruttivo. Io non mi vergogno per nulla della scelta convinta che ho fatto, per le tante motivazioni che discuterò con voi, e senza vergogna vi chiedo di sostenerla integralmente non solo votando me dove sono candidato, ma votando comunque la mia squadra anche nei collegi in cui non sono candidato. Se certe squadre scelgono certe persone, e se, di converso, certe persone rispondono alla chiamata di certe squadre, un motivo ci sarà pure, no? Qualcuno ha mostrato di capirlo, e spero proprio di non deluderlo (deludere una persona che scrive bene sarebbe un lutto difficile da elaborare).

Aggiungo un dettaglio tecnico.

Dato il meccanismo piuttosto complesso della legge elettorale, sappiate che in ogni caso, cioè anche per votare me laddove io sia presente, dovrete mettere la vostra X sul simbolo della squadra (la Lega) e non sul mio nome. Infatti il voto sulla lista (Lega) va alla lista e al candidato della coalizione all'uninominale (quindi a me se siete a Firenze, o ad altri, magari non della Lega, in altri collegi), mentre il voto al candidato uninominale non va alla sua lista, ma alla coalizione (qui lo spiegone tecnico). Per rafforzare il peso negoziale della Lega, e sperare quindi in un atteggiamento meno passivo e più costruttivo del nostro paese nei riguardi delle istituzioni "europee", c'è quindi un'unica cosa da fare: barrarne il simbolo.

Seguirà disegnino, a ridosso del momento cruciale.

E ora, pensateci bene. La mia scelta è convinta, e così deve essere la vostra. So che lo sarà e che non mi abbandonerete, che io sia, o non sia, nel vostro collegio.

venerdì 26 gennaio 2018

Grazie

Carissimi, sto ricevendo centinaia di email e commenti, nel 97% dei casi di sostegno e comprensione della mia scelta, nel 100% dei casi utili e meritevoli di risposta. Nel frattempo la vita va avanti: i figli vanno accompagnati a scuola, le lezioni vanno preparate (i corsi iniziano il 12 febbraio), la salute, soprattutto, va preservata.

(...per gli ansiosi: HDL 53, LDL 54, trigliceridi 91. Se vi ricordate da dove siamo partiti...)

So anche, naturalmente, che i mille cenni di plauso si convertiranno, al momento, in un paio di voti al massimo, perché l'uomo è fatto così: una parola, a spenderla, non costa nulla, poi se fuori piove, o se c'è il sole, o se il tempo è nuvoloso, insomma, quali che siano le condizioni atmosferiche, al momento di passare all'azione un motivo per astenersi si trova sempre, tanto (pensa ciascuno) a votare ci andrà qualcun altro, e poi nel millenovecentonovantordici Fanfullino ha detto..., e nel duemilacredici Piripillo ha fatto..., e io non mi fido, e di su, e di giù...

Tutto comprendere è tutto perdonare (forse).

Quindi mi dispongo ad accettare con serenità il mio destino, che, sotto qualsiasi scenario, è quello di continuare a combattere per la libertà (col vostro permesso, prima la mia, e poi la vostra)!

Su queste premesse, dato che devo fare molto ordine nei miei pensieri (col vostro aiuto) e nella mia vita (senza l'aiuto di nessuno), vi segnalo che per qualche ora o qualche giorno sospenderò i commenti del blog. Li riaprirò quando avrò qualcosa di interessante da dirvi e su cui ascoltare le vostre osservazioni. Ora ho bisogno di un po' di silenzio. So che ci siete, so che siete con me, so che capite che ho deciso per rispondere a una vostra urgenza, so che siete pronti come me ad accettare tutte le conseguenze di questo gesto, so che intuite le rinunce che esso comporta, prima fra tutte quella di portare a compimento la carriera universitaria (come mi hanno gentilmente annunciato, fra le righe, alcuni colleghi: non bocconiani - sono meno stupidi di come li dipingete - ma "de sinistra")!

Caffè, quante scemenze si dicono in tuo nome!

Da parte mia, desidero che sappiate che, se ci saranno, la mia forza e il mio coraggio verranno da voi. Estote ergo prudentes sicut serpentes et simplices sicut columbae.

giovedì 25 gennaio 2018

Alcune critiche

Carissimi, come sapete, voi che siete qui da tempo, questo blog ha scardinato i meccanismi della divulgazione economica, insegnando ai sofi e sofoni delle "scienze della comunicazione" che si può attirare un grande pubblico anche presentando dati, o parlando di Proust. Ogni tanto vi sfugge che questo blog ha anche scardinato le piattaforme più abituali di comunicazione. Ad esempio, se i commenti superano i 200 (cosa che qui è già successa qualche volta), blogspot me li gestisce male: quando li sblocco, poi non li vedo pubblicati, e quindi non riesco a replicare (o comunque non ho certezza di avervi dato voce).

Questi sono momenti un po' complessi: è il momento delle carte, dei timbri e delle ceralacche. La cosa più importante è che io non me ne perda nemmeno una (di quelle), ma non vorrei nemmeno perdermi i vostri commenti, e quindi apro qui un altro post, nel quale incollo un paio di critiche che ho trovato in coda e che non so se sarebbero pubblicate qualora le sbloccassi.

Non lo faccio per metterle alla berlina: di dubbi ne ho avuti tanti anch'io. Beato chi può, in vita sua, fare sempre la cosa giusta sapendo che essa è giusta. Una vita serena, anche se un po' noiosa. Vi invito quindi a considerare queste critiche con rispetto, qualora intendiate rispondere (cosa che senz'altro intendo fare io, non appena mi sarà restituito un po' del mio tempo).

A tutti (entusiasti e depressi) va il mio ringraziamento.


Unknown ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Sul conservatorismo": 

Ma perché con quella gente?


Postato da Unknown in Goofynomics alle 24 gennaio 2018 20:25



amaryllide ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Sul conservatorismo": 

quelli del Bagnai leghiste prendono atto dell'onestà intellettuale di un professore che si candida con un partito alleato di un signore che ha promesso solennemente che non si sgarrerà di una virgola dal fiscal compact.
Anzi, se c'è una cosa su cui Salvini e Berlusconi saranno d'accordo, sarà per l'ulteriore devastazione del Welfare state che è la flat tax, che una volta era la bestia nera per i neokeynesiani come il professore.
Ma prendiamo atto che per una poltrona, non ci si fa problemi a rinnegare qualunque cosa si sia mai sostenuta. 


Postato da amaryllide in Goofynomics alle 24 gennaio 2018 20:30



(...altre non rilevanti non ne trovo, o sono arrivate in messaggi privati e quindi risponderò loro in privato, anche se naturalmente riassumerò gli argomenti nel blog per sottoporli alla vostra valutazione. Solo una cosa: io non sono neokeynesiano. I neokeynesiani sono tecnicamente neoclassici - individualismo metodologico, agenti ottimizzanti, ecc. Io sono postkeynesiano. Prima di entrare in politica avrei detto che chi non sa almeno questo dovrebbe tacere: ma ora che ho scelto di impegnarmi so che ne sentirò di ben peggiori! Tutto comprendere è tutto perdonare...)